Rassegna storica del Risorgimento

1798 ; 1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; REPUBBLICA ROMANA
anno <1950>   pagina <181>
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Due esperienze repubblicane in Roma (1798-1849) 181
più tipicamente giacobini. I suoi adepti ohe prendevano il nome di Fratelli segnaci dei protettori repubblicani cingevano nelle loro cerimonie nna sciarpa tricolore bianca rossa e nera: i colori della bandiera repubblicana romana. Là coincidenza non è forse puramente casuale.1)
Ancora nel 1820 a Macerata la polizia pontificia arrestava il medico Antonio Fioretti, stato nel 1798 Prefetto consolare di Terni, il quale osava conservare una copia della Costituzione della Repubblica romana, da lui stesso postillata a penna con un progetto di repubblica federativa.
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Quando, nella notte dall'8 al 9 febbraio 1849, fu proclamata dalla Costituente la Repubblica romana, non molti dovevano essere tra i deputati romani coloro che per diretta esperienza ricordavano quella del 1798. Uno ve ne era, però, e destinato ad assumere una carica altissima nel nuovo Stato, che, poco più che ventenne, aveva cantato Pinstauraz-ione della prima Repubblica in alcuni suoi versi. Certo la fama del triumviro Carlo Armellini non è affidata al Carme latino col quale egli aveva salutato il ritorno della Romana libertas , né al sonetto dal titolo Catone ed i patriotti estinti , che abbiamo ritrovato recentemente nei fondi della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma. Sono versi mediocri, intrisi di quella retorica classicheggiante che era una caratteristica dell'epoca. 23 Ma più che nella materiale sopravvivenza degli uomini il permanere di una tradi­zione repubblicana ci è, in qualche modo, testimoniata dal riaffiorare di costumi, di espressioni e di denominazioni che riecheggiano a cinquanta anni di distanza, in un diverso e contrastante momento storico, l'atmosfera giacobina della prima repubblica.
L'esame di queste derivazioni è stato in generale trascurato dagli storici degli avvenimenti romani del 1849. Tra i contemporanei di quelle vicende, solo Io Spada ed il Farini hanno qualche rapido accenno nelle loro opere alla Repubblica del 1798.
Rivive nel 1849 l'antico spirito giacobino anzitutto nel mito della Repubblica regno della virtù e nell'altro mito, ostinatamente coltivato, non ostante il conflitto armato, di una missione di fratellanza e di protezione della Francia repubblicana. Ma dai ricordi del 1798 ci vengono anche gli Alberi della Libertà, ornati del rosso berretto frigio, intorno ai quali, in qualche città dello Stato romano si tornò a danzare la vecchia giacobina Carmagnola, 3) ed i Conviti
') D. SPADONI, Sette, cospirazioni e cospiratori nello Slato pontificio all'indomani delia restaurazione, Torino-Roma, 1904, p; 119.
2) C. ARMELLINI, Catone ed i patriotti estinti. Sonetto, s. n. t., foglio volante. Ved. il Carme latino dal titolo Romana libertas redux in: Accademia patriottica di
Belle lettere tenuta dagli scolari del Collegio romano il di 7 Fiorile anno VI Repubblicano, Roma, V. Poggioli, 1798.
Versi forse migliori, nei quali compare il ricordo della Repubblica del 1798, della quale era stato anch'egH testimone ( In quell'età che splendono i primi rai del sen­no t nipoti di Brenno vidi sul Campidoglio coronati d'olivo) scrisse un altro protagonista del '49 Romano, sia pure non di primo piano come l'Armellini e schierato in campo avverso, Francesco Orioli (Versi di Francesco Orioli', Malia, 1840, pp. 2728).
3) G. LAZZARONI, Diario epistolare a cura di 6. Mazza tinti, Roma, 1899, p. 52.