Rassegna storica del Risorgimento
1798 ; 1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; REPUBBLICA ROMANA
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1950
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Due esperienza repubblicane in Roma (1798-1849) 183-
la loro passione uni turi a. Unitari sono anche i patrioti napoletani riunitisi a Roma dopo la proclamazione della Repubblica: Pasquale Maiera, Francesco Pignatelli * di Strongoli, Mario Pagano e Vincenzio Russo. Dalle pagine del Monitore, intorno alla redazione del quale il gruppo degli esuli politici si muove, ci viene, con la prima netta affermazione unitaria, la designazione di Roma capitale: La natura ha formato l'Italia per essere un solo corpo politico, e Roma n'è il centro . -)
Legati, invece, ad una tradizione autonomistica locale appaiono i patrioti! dell'ambiente giacobino più propriamente romano, i patriotti che occupano cariche' nel governo della Repubblica romana. C'è in loro un vago riconoscimento della ' unità morale di quella che il tribuno Gagliufli, ripetendo i famósi versi, chiamava ' la * bella regione che Appeimin parte e il mar circonda e l'Alpe , 2) ma questa espressione non va al di là dell'affermazione di una unità ideale, storicamente e geograficamente definita, ma politicamente inoperante.
Netta individuazione, quindi, della Repubblica romana, pur riconoscendosi la necessità di contatti con le altre repubbliche italiane, che anzi la necessità di una comune difesa contro la reazione interna ed esterna consiglia una stretta alleanza e concordia. Liborio Angelucci, che fu per breve tempo uno dei Consoli, sogna un sistema di equilibrio delie repubbliche italiane 3) ed il Pianta, Ministro della guerra, della marina e delle relazioni estere, parla di una coalizione con le repubbliche ligure e napoletana e con la Toscana per la comune difesa delle coste. 4) Lo stesso Monitore di Roma per la considerazione del naturale spirito di divisione che agita abitualmente le diverse popolazioni dell'Italia sembra ripiegare sulla soluzione federativa, se non è possibile riunirle sotto la medesima costituzione .5)
Un'altra cosa era mutata nella Roma del 1849: l'atteggiamento di vasti strati della popolazione nei confronti della Repubblica. Lo nota, in un suo intervento alla Costituente, il Ccrnuschi, il quale, ricordata la repubblica del 1798 {è questa l'unica volta che negli atti dell'Assemblea se ne fa memoria) ed i tumulti antigiacobini, che accompagnarono quasi dovunque la ritirata dei Francesi nel dicembre del 1798, afferma: Non voglio asserire che la posizione nostra sia nello stato d'allora: adesso ci sono altri sentimenti, e le poche parole che nel leggere io riferii riguardo al popolo, non sono applicabili in oggi . 6) Certo e che di fronte alla generale insorgenza del 1799, cinquanta anni dopo il fenomeno riappare, ma circo* scritto nelle Marche, nella stessa regione che aveva visto il generale La Hoz abbandonare l'esercito cisalpino per prendere il comando delle truppe partigiane della montagna. Lo stesso popolo di Trastevere, che improvvisamente insorto il 25 febbraio 1798, mise in serio pericolo la Repubblica, finché la rivolta non fu soffocata nel sangue, sembra nel 1849 molto poco propenso ad accogliere favorevolmente i Francesi.7)
) Monitore di Roma, n. V, 7 marzo 1798, p. 42.
2) D. SPADONI, Aspirazioni nazionali unitarie nello Stato romano dal 1796 al 1799, in Nuova Rivista storica, a. XII (1938), fase. I-II, p. 79.
3) B. CROCE, op. cìt., p. 309.
*) A, DUFOURCQ, op. cit., p. 560.
5) Monitore di Roma, n. L., 7 marzo 1799, p. 428.
6) Le Assemblee del Risorgimento, op. cit., voi. Ili, p. 818.
V Ved. in proposito A. M. GinsAi.nEnTr, Popolo e politica nel 49 romano, in Giuseppe Mazzini e la Repubblica Romana, Roma* 1950.