Rassegna storica del Risorgimento

ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1950>   pagina <185>
immagine non disponibile

IL MITO DI GARIBALDI IN ROMANIA
L'eroe dei due mondi geografici è, nello stesso tempo, l'eroe dei due mondi spirituali: della realtà e della fantasia; della realtà identica a se stessa e della realtà potenziala dalla volontà di sorpassare la natura umana ; della fantasia poetica disciplinata, interprete del mondo concreto, e della fantasmagoria. Uno è Giuseppe Garibaldi, modello di forza, intuito bellico, generoso impulso, e un altro il Giuseppe Garibaldi quale appare ai garibaldini che lo imitano, al popolo che lo idolatra il Garibaldi spauracchio degli avversari; immagine questa, anch'essa realtà dello spirito umano, creatrice di leggende, di cui la storia deve tener pure conto per chiarire completamente gli accadimenti nel loro complesso.
Qui noi ci occupiamo del Garibaldi della fantasia politica in Romania, il Garibaldi dei garibaldini romeni, lasciando il Garibaldi vero, identico a se stesso, inserirsi tra i fatti logici della coscienza storica.
Promossa dai garibaldini e dai mazziniani, la fondata fama di Garibaldi pren­deva proporzioni mitiche in misura che le gesta del condottiero continuavano ad impressionare ed a render celebre il valore del popolo italiano. Ragioni politiche e storiche, indirizzi culturali e realtà sociali differenziavano il mito presso le varie nazioni secondo la mentalità e le aspirazioni incontrate.
Ih Romania1) i fattori promotori erano costituiti dalla corrente italianista capeggiata dagli scrittori Ion Heliade-Ràdulescu e Gheorghe Asachi i quali consi­deravano il popolo romeno quasi italiano, deviato nel normale sviluppo dalle secolari influenze straniere, e postulavano un risorgimento culturale attraverso l'italianizzazione della lingua e l'imitazione delle istituzioni italiane.2) Il mito si appoggiava anche su un largo orientamento della cultura romena verso la latinità antica e moderna, in cui gli studiosi scorgevano le origini etniche e lo stadio di civiltà che sarebbe spettato anche ai romeni, se difesi dalle influenze orientali. Da tutte le parti il programma di rinascita prescriveva, come punto principale, l'imi­tazione dei romani e dei popoli neolatini, la purificazione della lingua, ecc. Agli
*) Per i movimenti politici romeni dell'epoca, cfr. specialmente: D. ONCIUL, Din istoria Romànici* Bucarest, Soccc, s. d. [1906]; N. IORGA, Istoria Romànilor, voL IX, Unificatorii, Bucarest, 1938; C. C. GIDBESGU, Istoria Romànilor, ivi, Cugetarea, 1943; Ai<. MARCO, Cospiratori si conspirafii in epoca Renasterii politico a Romania. (1848 1877) (Cospiratori e cospirazioni nell'epoca della Rinascita politica della Romania), ivi, Aezàmantul cultural Ion C. Bràtianu, 1930; N. CORIVAN, Din acUvitatea emi-granfilor romàni tn Apus (Dell'attività dogli emigranti romeni nell'occidente), ivi, 1931; G. I. BBATIANO, L'Italia e la Romania nella realizzazione della loro unità nazionale, ivi, Amicizia italo-romena, 1940; E. LOVINESCU, Istoria civilizatiei romàne moderne. 3 voi., ivi, 1924-5.
2) I. ELIADE [= I. HELIADE-RÀDULESCU], Paralelismu tntre limbo romana si italiana, Partea I, Bucarest, 184:0; idem, Paralelismu tntre dialectele romana fi italiana sau forma ori gramatica aauestora doè dìuluci a, ivi, 1841. Per la posizione dì Asachi, cfr. il capìtolo Miscuglio di correnti contradittorie del libro Spirimi critic tn cultura romàneascd (3-a ed., lassi, Viafo Romfineascà, pp. 43-71) di G. IUUÀILEANU. - Per la coltura italiana in, Romania, cfr.; R. ORTI'/,, Per la storia della cultura italiana in Rumatila, Bucarest, Sfetea, 1916; 2-a ed., Roma, Istituto per l'Europa Orientale, 1943} C. TAGLIAVINI* Civiltà italiana in Rumardu, Roma, Dante Alighieri, 1940; ldem( Un frammento di storia della lingua romena nel secolo XIX, ivi, 1946; AL. MARCII, Romantica italieni fi Ramanti, Bucarest, Accademia Romena, 1924.