Rassegna storica del Risorgimento

ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1950>   pagina <186>
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Pet.ru Ironia
elementi teorici si aggiungevano altri di ordine concreto: le ottime relazioni politiche italo-romcne, gli agenti garibaldini nei Principati romeni, i lottatori romeni sotto le bandiere di Garibaldi all'assedio di Gaeta (1860),1) i proclami e le lettere del generale ai Romeni, le varie progettate spedizioni di Garibaldi nei Balcani (1858, 1862, 1866), le aspirazioni dei Romeni di liberarsi dalForicntalisnio ottomano e russo attraverso le innovatrici dottrine occidentali. Vi confluivano anche l'interesse e l'appoggio dato da Cavour, Vittorio Emanuele II, Napoleone IH, Lamertine, ecc. all'unità e al consolidamento politico romeno. Popolarizzata per mezzo della stampa e a viva voce, la fama di Garibaldi cresceva gigantesca e deforme nella fantasia romantica dei nuovi e piccoli borghesi, pronti a militare per qualsiasi riforma; anzi, essi stessi irrequieti e permanenti riformatori nel nome dell'affascinante liberalismo occidentale solleciti di dar prova di bravura romana e garibaldina Era naturale clic la trionfale marcia del popolo < eroe e riformatore dovesse fare i conti con i seri rappresentanti della cultura, i quali amavano ugualmente il progresso, la libertà, ammiravano Garibaldi, il Garibaldi reale, -non leggendario, ma si riserbavano la possibilità di accettare o no le spedi­zioni del condottiero e specialmente quelle dei suoi emissari più o meno autentici secondo le esigenze delle circostanze politiche romene. In tal modo il mito di Garibaldi in Romania viene a spiegare uno degli aspetti del formidabile processo della trasformazione civile nelle sue contingenze politiche, l'entusiastica marcia verso affascinanti mete, sorpassanti le proporzioni e le possibilità.
Sin dal 1858, hi realtà internazionale spiega le molteplici agitazioni politiche che promuovono in Romania il mito di Garibaldi Il Cavour appoggiava il conso­lidamento dei Principati sotto il principe Cuza (eletto in Moldavia il 5 e in Valac­chia il 24 gennaio 1859) col piano che questi paesi dovessero servire di base strategica per una prossima sollevazione dei Romeni insieme con gli Ungheresi contro gli Austriaci. Così anche i Romeni della Transilvonia, vedendo i loro fratelli dei Principati liberi accanto ai Magiari, non avrebbero lottato contro costoro. Klapka fu inviato a concludere un'alleanza con Cuza. Questi piani fallivano però in gran parte per l'intransigenza di Kossuth nel rifiutare il riconoscimento dei diritti politici e civili ai Romeni della Transilvania, come rilevava il mazziniano Dimitrie Bràtianu a Cavour nella sua ambasceria a Torino.2)
Ma, nell'attesa, la figura di Garibaldi, il quale avrebbe dovuto capitanare l'impresa, nella mentalità semplice dei non politici, si era ingrandita, soprattutto per opera dei politicanti favorévoli alla sollevazione.
La presente relazione interpreta dati raccolti dagli studi di Nicolae Iorga, Alexandrn Marcn e Claudiu Isopescu, ai quali aggiunge un opuscolo anonimo intitolato Garibaldi, sino ad ora non messo al contributo, opera della propaganda austriaca in Transilvania del 1862, e la crìtica sociale e letteraria romena del periodo intorno al 1877.
Marco Antonio Canini, autore della popolarizzata canzonetta Addio, mia bella, addio,*) è il più rapprcRcntativo diffusore di idee mazziniano-garibaldine in Ro-
j) Al. MARCU, Cospiratori, 270.
*) N, CDJUVAN, Cavour et la Transylvanie à Vepoque de la guerre de 1859 in Revue de Transylvanie II (CInj), n. 2, dicembre 1935, 144-166.
3) Cfr. A. M. GHISALBEBTI, M, A, Canini (voce) in Enciclopedia Italiana, voi. Vili, 1930, 781..