Rassegna storica del Risorgimento

ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1950>   pagina <187>
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Il mito di Garibaldi in Romania
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mania,1) nel cui interesse ha lottato coi suoi molteplici, scritti, con la sua infati­cabile diplomazia e propaganda. Costituitosi ad apostolo nei Balcani, egli propugna mia rivoluzione sin fona s> e sincrona . In Romania progetta un collegio italiano con professori scelti tra gli emigrati italiani. U suo nome altisonante Marco Antonio basta da solo a suscitare un'ondata di simpatia tra i romanomani e italomani dei Principati. Il Canini pubblica StudH istorice asupra originii nafiunii romàne (Buca­rest, 1858), in cui considerava i Romeni un solo ramo della -nazione italiana e, pensiero suo originale, che attraverso i discendenti di Romulus Scriban continua anche oggi, vede la possibilità di portare nuove colonie italiane nei Principati. In occasione dell'unione della Muntcnia con la Moldavia sotto Cuza (24 gennaio 1859), scrive un Inno alla Romania. Ben presto però si mostra ostile al principe che non voleva avventurarsi ciecamente nella progettata offensiva, patrocinata anche dall'Italia e dalla Francia, insieme agli emigrati ungheresi e polacchi, offensiva che avrebbe provocato l'intervento della Russia e della Turchia e, allora, addio Principati Romeni Uniti! Il Canini invece, insieme ai liberali romeni, protesta vivamente al punto da attirarsi l'espulsione. Ritorna però ben presto a rinfocolare le simpatie latine e a riproporre l'alleanza rivoluzionaria romeno-magiara.
Frattanto, il principe Cuza, nel messaggio a Vittorio Emanimele II, in occasione dell'unificazione italiana, sintetizzava la viva coscienza del suo popolo: Essendo i Romeni di stirpe italiana, più d'ogni altra nazione si rallegrano di questo fatto. Da un'Italia forte e potente, gl'Italiani dei Carpazi e del Danubio possono sperare' appoggio....2) La sincerità dei rapporti politici italo-romeni è documentata dal­l'effettivo contributo dato dal re d'Italia e da Cavour, insieme a Napoleone HI, per la realizzazione dell'unione politica romena sin dal 1858 e dal fatto che il governo dei Principati danubiani inviava ufficialmente giovani alle scuole italiane. Cosi nel 1860 furono mandati un gruppo di studenti all'Università di Torino e una missione militare di ufficiali che partecipò, sotto Garibaldi, all'assedio di Gaeta e i cui membri vennero citati all'ordine del giorno dal generale Cialdini.3) Nel 1861, altri numerosi Romeni della Transilvania, c'informa Isopescu,*) combatterono sotto la bandiera garibaldina.
Attraverso i rapporti con lo studioso di problemi romeni Giovenale Vegezzi-Ruscalla, 5) col Canini,6) con la principessa romena Dora d'Istria, 7) con i combat­tenti romeni, Garibaldi stesso nutriva una viva simpatia per il popolo romeno, simpatia che esprimeva in lettere, discorsi e proclami, richiamando la comunanza di origine, la virtù romana, ma anche il sentimento di unità e comprensione dei momenti (16 luglio 1861: lettera a Dora d'Istria;8) 17 marzo 1862: discorso agli
') N. Inni./., Un pensatore politico italiano all'epoca del Risorgimento: Marco Antonio Caniuif estr. dal Bulletin de la section historique. Accademia Romeno, Bucarest, 1938. Cfir. MABCV, Romantica italieni 101-113.
2) C. ISOPESCU, Saggi romenoitalo-ispanicif Roma, A. Signorelli, 1943, 163.
3) MAHCU, Cospiratori, 196, 270; ISOPESCU, Saggi, 187. *) Ifioraacti, ibid., 187-188.
s) Per l'opera e l'attività del Ruscalla, cfr. T. ONCIULESCU, G, Vcgessi-Ruscalla . i Romeni in Ephemeris Dacoromana, IX, 1940, 351-445.
<>) MARCP, RomantitiU 101-102; IORGA, Un pensatore, 13, 19.
7) MABGU, ibid., 80-81 ; IDEM, Aspetto italiane, Bucarest, Cugetarea, 1942, 131.
) MABGU, finii., flbid.