Rassegna storica del Risorgimento
ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1950
>
pagina
<
188
>
188
Petru Ironie
si udenti romeni di Torino;1) 20 marzo 1862: proclama al popolo romeno;2) 12 febbraio 1864 e 4 gennaio 1866: lettere a C; À. Bosetti; 24 marzo 1876: lettera a Stefan Sihlcanu,3) ecc.).
Con un proclama di Garibaldi rivolto il 10 aprite 1862 ai popoli dell'Europa orientale,-1) il Canini apparve nuovamente sull'orizzonte della Romania per preparare lo sbarco del generale. Possiamo immaginare il mito in pieno sviluppo. Accesi, i popoli tra cui anche i Romeni attendevano il giorno provvidenziale di una... riscossa, lotta, vittoria straordinaria. Il principe Cuza, invece, reagiva contro questi preparativi. Desiderava il consolidamento dell'unione realizzata e qualora fosse stato necessario rischiare pretendeva anzitutto dagli Ungheresi sicure garanzie riguardanti la Trans il va ni a. su cui Kossutb aveva precisi obiettivi. Molestato però continuamente dai rivoluzionari, faceva arrestare ed espellere gli emigrati ungheresi e polacchi per allontanare qualunque sospetto da parte della Russia. Rifiutava di accettare le armi trasportate dalla Francia, attraverso l'Italia, a Bràgia, per comandò di Garibaldi, armi che furono depositate a Vania in Bulgaria.s) Il Canini veniva nuovamente espulso e, dopo varie peripezie, trovava altra fortuna in Italia fe in Francia, per riapparire soltanto in qualità di giornalista nella guerra romeno-russo-turca del 1877.
Cn altro notevole modellatore e popolarizzatore di questo mito fu il moldavo Romulus Scriban, figlio spirituale di Marco Antonio Canini, studente a Torino tra U 1860 e il 1865, versificatore e romantico patriota, pensatore alla maniera del Canini. Lontano dall'essere un novello Ovidio , come egli si autodefinisce e vuole assicurarci Isopescu, rimane celebre per il discorso rivolto a Garibaldi il 17 marzo 1862, in nome degli studenti romeni di Torino, presentati al condottiero dal Canini. Ispirandosi a varie caratterizzazioni mazziniane ed al Canini, lo Scriban afferma la realtà mitica vissuta dai garibaldini: Voi siete per il nostro popolo, come per tutti, quasi un mito, un simbolo di grandezza, di bontà, di gloria... e continua: Voi siete grande, o Generale, ma l'idea che di voi concepiscono le nazioni è ancora maggiore di Voi. Rientrando nel campo dell'azione, in qualunque parte portiate i vostri passi e la vittoria, sia in Italia sia in Oriente, Voi compirete l'altissima Vostra missione ed eguaglierete l'ideale che i popoli entusiasti si sono formati di voi. *)
Che la progettata spedizione di Garibaldi per il 1862 fosse imminente e che i popoli del sud-est europeo vivessero momenti di grande agitazione, ci documenta anche l'opuscolo anonimo stampato in romeno, senza data e luogo di apparizione, in sedici pagine, intitolato Garibaldi, registrato nella biblioteca dell'Accademia Romena alla collocazione II 143.727. La diffamazione di Garibaldi e l'appello all'ordine, alla ragione e alla tranquillità mostrano che abbiamo da fare con un
0 ISOPESCU, Saggi, 186.
2) GARIBALDI, Scritti e discorsi politici e militari, voi. II (1862-1867), ed. naz., Bologna 1935, 36
3) MABCU, Conspirutorii 331, 346, 352. <) IDEM, 304-305.
:) CoRIVAPf, Of. cit.
'') Autografo nel Museo centrale del Risorgimento Italiano (Roma), busta 257 no. 23, 24; cfr. la nostra Appendice e effe* ISOPESCU, Saggi 161-219; specialmente pp. 184-186. Per 11 valore dei versi di Scriban, cfr. N. Io ne A. Istoria literaturii romànesii contemporane I, Bucarest, Adcvàrul, 1934, pp. 56-58,