Rassegna storica del Risorgimento

ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1950>   pagina <190>
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190 Petru Jroaie
logora sua esigenza colla discordia dei popoli. Uniamoci tutti in nome di Dio ed il mostro nutrito di sangue umano rovescerà nell'abisso per non più risorgere.
U momento è illustrato anche dall'economista e nomo di stato Ion Ghie*, arguto memorialista, convinto, nel senso di Comte e Spencer, che la scienza, per la stessa natura delle cose (firea lucrurilor), ha la missione di creare un'uma­nità migliore. Nell'artìcolo La missione dei Romeni1) del 1862, il Ghica, insorgendo contro la logomachia e le invettive, fonda il destino nazionale sull'attività produttiva e sull'organizzazione statale e dimostra che la libertà è un attributo della civiltà . La leggendaria tutelatricc immagine del condottiero italiano si impone anche alla .sua osservazione, come fattore principale della irrequietezza degli animi: Cosa dicono gli imperatori, che fa Garibaldi, dove scoppierà qualcosa? , ci chiediamo tutte le mattine e dimentichiamo quel che dobbiamo fare per non rimaner sorpresi quando suonerà l'ora. Se avvenisse un cataclisma e ci trovasse nelle condizioni in cui siamo oggi, la nostra parte sarebbe molto triste e insignificante.
In questi prosperi anni garibaldini la fama del condottiero si diffonde sempre più largamente nella Romania. La letteratura ed i giornali sono pieni di Garibaldi. Nell'ode Ai Principati Uniti del 1860, George Sion evoca in scialbe espressioni l'eroismo italiano contemporaneo e la prodezza di Garibaldi che egli dà come esempio ai romeni. Nella Gazzetta di Torino del 29 ottobre 1861, G. Vegezzi-Ruscalla pubblica in traduzione italiana l'ode A Garibaldi di C. D. Arìccscu.2) Nel dicembre dello stesso anno, il giornale Romànul di Bucarest dà le memorie di Garibaldi tradotte da D. Negulici.3) Più tardi appaiono numerosi articoli su Garibaldi
*) ION GHICA, Misiunea Romànilor nel settimanale Teranul Roman (Il contadino romeno) del 1862, pp. 169-170, diretto da Ion Ionescu dela Brad, articolo riprodotto da G. Baiculescu in Convorbiri literare, 1934, 564*569, e ultimamente edito da Ion Veverca in ION GHICA, Scrieri economice, TU voi., 1937, 3-9. In quest'occasione precisiamo che l'autore del sinottico saggio storico / motdo-valacchi, pubblicato il 28 febbraio 1850 dal giornale La Concordia di Torino (un. 51 e 56), messo in luce da Alexandru Marcii {Romantica italieni fi Romanii, 132-134) e riprodotto da C. Isopescu (La stampa periodica ilalo-romena..., 239-247), è Ion Ghica, presentato anonimo dalla redazione come eminente uomo di stato, che ebbe ed ha grande influenza nei Principati Danubiani (Marcu, ibd. 133). Fondiamo la conclusione sulle indicazioni offerte dall'articolo Un memorili in- ziarul Concordia > la 1849 di N. Georgescu-Tistu, apparso sulla rivista Roma di Bucarest (1933, n. 1, pp. 4-8), in cui ai tratta di un manoscritto gli! chi ano conservato dall'Accademia Romena, manoscritto completato Hallo scrittore Ghica con la nota 16*49. Publié duns le jounal italien Concordia. Il contenuto del manoscritto corrisponde perfettamente a quello dell'articolo pubblicato sulla Concordia (non del 1849, ma del 1850}: il pericolo dell'espansione ninna e la formazione di un potente stato politico romeno. D'ai* fronde la paternità di Gliicu per il saggio 1 motdo-valacchi è confermata anche dall'epistolario di B-llcceeu a Ghica : Non ho avuto ancora il tempo di vedere La Concordia (lettera del 16 aprile 1850, cfr. N. BALCKSCU, Sensori (atra Ion Ghica, a cura di P. V. liane?, Bild. p. ioti, 178) e specialmente: Ho cercato presso un gabinetto di lettura i numeri della Concordia, ma non ho trovato quelli passati dove deve essere il tuo articolo.'Sarebbe stato meglio invilirmeli* (lettera del 26 aprile 1850, ibd. 180).
) ISOFESCU, Saggi, 178-179.
*) IDEM, 189.