Rassegna storica del Risorgimento
ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1950
>
pagina
<
193
>
Il mito di Garibaldi in Romania 193
soli, oggi il popolo Messia di un'intera umanità gemente di dolore e palpitante di speranza.l)
Grazie all'intervento del sobrio Ion BrStianu,2) fratello del magniloquente sindaco, il 10 maggio 1866 saliva al trono il principe Carol I di Hohenzollern.
Il 30 giugno veniva promulgata la costituzione così come l'avevano sognata i libéralissimi riformatori, costituzione che offriva al popolo, secondo la critica di D. V. Bariiovschi tutte le libertà..., tutto ciò che lo spirito umano ha potuto produrre di più perfetto *.3) Il Barnovschi osserva ancora che lo stesso Carol I, appena salito al trono, trovava più adeguato lo Statuto di Cuza-Voda. Al riparo della Costituzione, il popolo si abbandonava ad una euforia di azioni disordinate che provocavano la critica di Kogàlniceanu e di Alecsandri *) e soprattutto dell'asso ciazioue letteraria Junimea*) che nel 1867 cominciò a pubblicare la rivista Convorbiri literare, su cui apparvero le critiche distruttive di Titu Maiorescu contro l'ubbriacatura di parole e la falsa cultura.6) Beninteso spiriti quali Scriban, Bosetti identificarono subito i loro mortali avversari.
Nel 1870, in occasione della guerra franco-prussiana, garantiti dalla liberale costituzione, i cittadini, arbitri del loro destino, trovarono il momento opportuno per manifestare la loro francofilia proclamando la repubblica,7) come segno di protesta contro Carol di Hohenzollern, un tedesco. Alexandrn Candiano-Popescu, ex capitano ed ex deputato, compilava l'atto di proclamazione a PloiestL Erano momenti gravissimi. H regnante, convocato il consiglio di luogotenenza del 1866, presentava l'atto di abdicazione. Solo grazie all'energico intervento del conservatore Lascar Catargiu, Carol si convinceva che si trattava di agitazioni da parte di spiriti irrequieti della borghesia in formazione. Gli uomini sobri e sèri, che non manca* vano, chiamati al governo, riuscivano a dirigere lo stato per mezzo di adeguate riforme. Si arrivava così a superare la guerra del 1877 che porta alla completa indipendenza del paese e alla proclamazione del regno del 1881.
II periodo compreso tra il 1876-1882 diede occasione a tutto questo groviglio di bellicose energie a misurarsi in lotta aperta e a temprarsi: a Plevna, contro i Turchi; nella violenta polemica giornalistica contro il poeta Minai Eminescu, i cui saggi e articoli politici scintillano di rara forza espressiva. Nella guerra per l'indipendenza, accanto ai contadini, si distinsero anche i furiosi riformatori che tornarono poi alle loro case più calmi e più seri. Perfino Alexandre Candiano-Popescu, il mentore della ridicola repubblica di Ploiesti, venne decorato. La battaglia più accanita si svolse sulle colonne del giornale Timpul di Eminescu e su quelle" del
') IAGOB NEGRUZZI, Amintiri din Jtmimea, 2a ed., Bucarest, Cartea RomS-neascà, 1939, p. 153; cfr. D. MUBARASU, ibid. XII.
2) D. ONCIUI., Din istoria Romànici, Bucarest, Socco, s. d. [1906], p. 67 scg.
3) D. V. BARNOVSCHI, Originale democratiei romàne, Càrvunarii , Constitutia Moldovei deh 1822, lassi, Viata RomancascS, 1922, p. 325.
<) D. OKCIUL, ibid., 76-78.
*) G. TBRAII.T3A.NU, Splfitul critie in cultura romàneascd, 3ft ed., lassi, Via {a Ro-màncascà, t. d. Sulla critica di ll*rilcami, cfr. il saggio introduttivo di Petra Ciureanu alla sua traduzione G. Ibrìiileunu, Creazione e analisi, Genova, Libreria Intemazionale Di Stefano S. A., 1947.
') Cfr. T. MAIORESCU, Critica 1, Bucarest, Socee, 1931, passim.
7) Osavi., ibid., 77; C. HACALBASA, Bucurepii de altddatd, voi. I, 1871-1884, 2* ed., Bucarest, Universul, 1935, pp. 19-22.