Rassegna storica del Risorgimento

ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1950>   pagina <194>
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Petru Iroale
Romànul di Rosetti. I garibaldini teorici vennero annientati o riconobbero le alte ragioni culturali e umane invocate da Eminescu il quale documentava il reale valore del vero Garibaldi, costante nei momenti più duri, in contrasto alla legge­rezza dei garibaldini romeni: Degno dì rispetto è il vecchio Garibaldi: repubbli­cano è stato, repubblicano è rimasto . ')
H colpo di grazia venne, dato dal commediografo Caragiale che immortalò con suprema arte il deviato garibaldinismo.
Nel discorso del personaggio Farfuridi, nella commedia Una lettera smarrita (1884), lo scrittore mette in ridicolo l'azione di quei riformatori che agiscono per il gusto delle riforme, non per una logica necessità dei fatti. Ecco, ad esempio, in che modo si esprime questo lottatore politico, in occasione delle elezioni parla­mentari, per convincere il popolo che la costituzione dev'essere modificata (Atto IH, se II): Che si riveda, Vaccettoì ma non si cambi nulla; o che non si riveda, l'accetto! Afa allora si cambi qua e là, e precisamente nei punti... essenziali. Non è escluso che lo scrittore si sia ispirato al linguaggio dello stesso Rosetti che, il 25 marzo 1865, aveva scritto sul Romanuli dal 1848 continuo ad offrire diciassette anni di prove, sia sulle mie opinioni, sia sui miei ideali che ho seguito senza alcun cambiamento di ciò che è mutevole, che deve mutarsi, cioè della tattica, della strategia, per dir così.2)
Ed ora un frammento sulla rivoluzione di Ploiesti, tratto dalla novella II popolo (1896), dove Caragiale fa la caricatura del garibaldino Stan Popescu, nome comu­nissimo presso i romeni, che si vanta d'essere stato uno dei mille: s) Sì, sono stato uno dei più ferventi sostenitori delVordine nella repubblica di Ploiesti [è Caragiale che ricorda se stesso adolescente]. O gloriose ore, non vi dimenticherò mai! il mio capo, il commissario, era il simpatico e bravo Stan Popescu, uno dei mille di Giuseppe Garibaldi volontario in Italia, volontario in una rivoluzione polacca, avversario giurato dei tiranni e fratello appassionato del popolo. Con un capitano sonile ti butti volentieri sul fuoco per una grande idea!
La demolatria è magistralmente identificata nel discorso di un giornalista che, nella commedia Una notte burrascosa (1879) dichiara (Atto U, se. VHX): Signor mio, il nostro Dio è il popolo: vox populi, vox Dei !4) /Voi non abbiamo altra fede, altra speranza che il popolo. Non abbiamo altra politica alVinfuori della sovranità del popolo; per questa ragione, nella nostra lotta politica, lo abbiamo detto e lo diremo ancora, e lo ripetiamo continuamente a tutti i cittadini: o tutti dovete morire o tutti dobbiamo salvarci!
Nella farsa D'ale Carnavalului (Cose di Carnevale, 1885), Mizza Baston, figlia del popolo , si disegna quale energica garibaldina, ribelle alla tirannica oppressione del suo amante: Sì, (alzandosi in piedi) voglio die mi sentano tutti, sì... perchè
') M. ÈMiNESCtf, Cultura rofilor (La cultura dei rossi) in Timpuì, 3 luglio 1881, oggi in AL EMINESCU, Opere IV, ed. Ion Crcfu, Bucarest, Cultura Ronineasca, 1939; p. 147.
*) Cfr, NERVA Honof e AL. SADI-IONEBCU, Publicafiunih periodico romànesti, tomo I, Bucarest, Accademia Romena, 1913, p. 630.
*) CARAGIALE, Boborul in Òpere IH, 1932, p. 157.
*) Si noti che: il giornale Democrazia pubblicato a PloicHti da Candiauo-Popcscu, aveva come motto: lóx.popuU, vox Dai. Cfr. D* MtinÀHASti in Introdurre a CARAGIALE, rTatrth .1.939, p. XÌVV '