Rassegna storica del Risorgimento
ROMANIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1950
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pagina
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195
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Il mito di Garibaldi in Romania 195
hai dimenticato me, hai dimenticato tutto; hai dimenticato che sono figlia del popolo e sono violenta; hai dimenticato che sono repubblicana, che nelle mie vene }re il sangue dei martiri dell'U febbraio; (forte) hai dimenticato che sono di Ploiesti sì di Ploiesti! caro mio, ti farò una rivoluzione da ricordartene, da ricordartene! *)
In Don Leonida di fronte alla reazione (1880) Leonida, che richiama nel nome il celebre eroe delle Termopili, è valoroso soltanto entro le pareti domestiche, nel narrare alla moglie il trionfo del popolo rivoluzionario dopo la detronizzazione di Cuza:
* Ma che ti pare, che sia stata una cosa da nulla? Immagina che persino Galibardi [sic], da li, da dove è lui, ha scritto allora una lettera al popolo romeno!
Davvero?!
Proprio cosi!
E come?
Che vuoi? È piaciuto anche a lui il modo in cui abbiamo condotto la cosa, come un sottile rotolo, per dare esempio all'Europa, e ha sentito il dovere, da quel capo politico che è, di congratularsi con noi.!
E... cosa diceva nella lettera?
Quattro parole, soltanto quattro, ma parole per davvero! Guarda, le ricordo come se fosse adesso: Bravo, popolo! Felice te! Viva la repubblica! Evviva i Principati Uniti! e .gru, firmato in originale: Galibardi [ic]l
Se è così, ha detto abbastanza bene!
- * - t. . . *
E dimmi, quanti uomini pensi che abbia Galibardi? -
Innumerevoli.
JUille, mia cara, soltanto mille.
Possibile! Dio mio! Soltanto con mille...
Ma bisogna vedere che, razza di uomini...!
Passato per fiamme e fuoco, il liberalismo romeno, dopo simili lunghe esperienze, risorse, nuova fenice, dalle proprie ceneri, sostituendo all'eroico furore, un acuto Benso di realtà ed equilibrio, come grande partito liberale, capeggiato dai Bràtianu.
Concludendo dunque, il mito di Garibaldi, abbracciato dai liberali estremisti romeni e dalla popolazione minuta quale vessillo contro la tirannia e quale emblema di nobiltà latina, ebbe nella sua azione un obiettivo vacuo. Il peso della dominazione ottomana, russa, absburgica ridotta a precisi limiti esterni .dalla Convenzione di Parigi del 1856 era stato abilmente allontanato dagli stessi governanti romeni che' intendevano valersi delle creale circostanze internazionali per il con* solidamente del paese che contavano di liberare, a tempo .opportuno,, da ogni schiavitù politica. In tal modo qualunque tentativo irredentista sul.territorio romeno appariva ai governanti non ad altro atto che a rinnovare; problemi già superati e quindi a riportare lo straniero in casa. Nel campo culturale gli studiosi ed i lette-
!) Fra le traduzioni delle opere di Coragiole in italiano, la più riuscita è quella di G. PKJMMHMGS GIAN LOCA CARAGIALE, Sceni romena Firenze, La Meridiana, Sansoni, 1944.