Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <198>
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IL COMMISSARIATO STRAORDINARIO DI FELICE ORSINI IN PROVINCIA D'ASCOLI NEL 1849
È noto come, fra il finire del 1848 ed i primi mesi del 1849, in molti centri popo­losi delle Romagnc e delle Marche, avesse preso piede - sotto veste d'uno scarlatto repubblicanesimo alla Robespierre una fazione di -pseudo patriotti giacobini al cento per cento che in troppe nostre città, minacciava di rinnovare i ludi dei settem-bristi francesi del 1793, doloroso preludio d'un'auspicata Repubblica che stava per nascere od era appena nata, e di un potere temporale che si desiderava abbattere. I tristi croi di gesta che volevan essere patriottiche ed erano assai spesso, nient1 altro che ignobili vendette e sadici sfoghi di semplice perversità e desiderio di dar di piglio ad agognate ricchezze, s'erano raggruppati in combriccole pericolose e numerose, va­riamente denominate, ma tutte contraddistinte con nomi d'associazione a delinquere nient'affatto rassicuranti: squadracela, ammazzerelli, compagnia infernale e simili. Faenza, Imola, Bologna, Forlì, Ravenna, Pesaro, Senigaglia, Ancona, Fermo, in Ro­magna e nelle Marche, erano i centri maggiori delle loro inique prodezze. Le cose anda­rono tant'oltrc che bisognava ad ogni costo ridonare la tranquillità a pacifiche popola­zioni che non azzardavano opporsi al losco procedere di pochi ribaldi che si dichiara­vano caldi patriotti ed erano feccia di popolo: e ciò anche per eliminare la stessa inevi­tabile taccia d'inettitudine politica derivata al Governo della Repubblica Romana presso le estere nazioni a causa di una situazione interna tanto precaria. I Cittadini Triumviri che, in quel tempo, avevano in mano la somma della cosa pubblica, sdegnando, alfine, ogni tolleranza ricorsero a misure energiche e straordinarie per vedere di sradi­care la mala pianta dell'inutile terrorismo e del vile assassinio.
Tale tristissima situazione era particolarmente difficile a Senigaglia ed in An­cona ove gli ammazzerelli, numerosi ed impudenti, in triste combutta coi soci della Compagnia Infernale di Senigaglia, delittuosamente dominavano.
Contro di essi, riusciti inutili i moderati provvedimenti e i blandi appelli del Pre­side della Provincia Avv. Camillo Mattioli e dei Commissari Straord. Mattia Bcrnabei e Francesco Dall'Ongaxo, Mazzini e Sani inviarono colà l'energico romagnolo Felice Orsini, Rappresentante del Popolo per la provincia di Forlì, col preciso compito (così le istruzioni triumvirali del 19 aprile) di restituire Ancona alla Repubblica. L'assas­sinio non è Repubblica.' Ancona è ora in preda all'assassinio organizzato. Bisogna reprimere e punire. Bisogna che a qualunque patto cessi lo stato anarchico della città. Ci corre, in faccia all'esterno ed all'interno, della salute del paese e dell'onore della bandiera]. La volontà di Mazzini fu legge per l'indomito patriotta riserbato dalla Re­pubblica per le più scabrose operazioni di polizia. Giungere in Ancona, proclamare lo stato d'assedio, arrestare in una sola notte i caporioni della squadracela, fu tutt'uno per lui, e du allora, gli anconitani vissero giornate meno penose e, apprezzando mag­giormente la conquistata liberto repubblicana, s'accinsero, con civica unanimità e tra­dizionale eroismo, a difenderla contro l'eterno barbaro che non tardò, con l'esercito e con la fiotta, a cingerla di strettissimo assedio*1)
') Cfr. L. GROTTAMBLLI, La Compagnia infernale netto Marche a nella Romagna, in Rassegna Nazionale del 1894; E. SPADOLINI, Felice Orsini in Ancona nel 1.H49, in La Romagna, del 1907; A. BONOPERA, Sinigaglia nel 1848-49 e il processo di Girolamo SU monetiti, Pesaro, Coop. Tip. 1912; 1'. GTANGIAGOMT, Storia di Ancona, Ancona, Fogola, 1923; A. M. GHISALBBRTI, Uomini e cose del Risorgimento Roma, Cremonese, 1936.