Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1950
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pagina
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203
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Il Commissariato straordinario di Felice Orsini, ecc. 203
Magistrato né del Triumviro Mazzini che, il 16 maggio, mandò al Comune una di quelle sue magiche lettere che riempivano veramente d'orgoglio ognuno che sapesse meritarsele, l)
Mentre Ascoli trovavasi in cosi perigliosa situazione ecco quivi giungere (la sera del 19 maggio) il Commissario Straordinario Felice Orsini, forte dei pieni poteri ottenuti dal Triumvirato prima della partenza da Roma avvenuta la notte del 13 2) e dell'appoggio di una buona scorta di fida truppa, fatta in precedenza affluire a S. Benedetto dal Colonnello Livio Zambcccari Comandante il fòrte d'Ancona. In S. Benedetto (ove era giunto la sera del 18) l'Orsini aveva avuto un lungo abboccamento col Preside Calindri e col sambenedettese Secondo Moretti, Deputato del Popolo e Maggiore del Battaglione Civico Mobilizzato che lo ragguagliarono della difficile situazione della provincia intendendosi ancora sul vettovagliamento della truppa e sull'invio in Ascoli degli ulteriori rinforzi militari che quivi sarebbero in seguito pervenuti ben conscio, il Commissario, che, le forti parole ed i minacciosi proclami, non giovano a vincer le guerre e a domare le insurrezioni, se non sono sostenuti dall'ausilio di scelta e numerosa truppa disposta a compiere il proprio dovere.
L'ingresso dell'Orsini in Ascoli dovè sembrare, in quella sera del tiepido maggio, molto simile a quella d'un barbuto e fiero condottiero del torbido medioevo ascolano (una specie di redivivo Astolfo Guiderocchi o di Vincenzo Parisani) contornato com'era da non meno di seicento soldati agli ordini del valoroso colonnello Filippo Cavanna, un misto di truppa scelta di Carabinieri, Finanzieri, Civici e Nazionali Mobilizzati di S. Benedetto o quivi affluiti da località viciniori della provincia ascolana, numero questo notevolmente accresciutosi nei giorni successivi e che valse a ridare animo e serenità ai buoni cittadini che, per una quindicina di giorni, avevano da soli dovuto sostenere tutto 0 peso della minaccia nemica. Non nuovo alle imprese rischiose ed nomo dal pugno di ferro, carattere fiero ma d'animo colto, uè sordo né refrattario ai gentili sentimenti, l'Orsini in Ascoli trovò leale e pronta collaborazione fra le Autorità del luogo, fra le quali rivide, con piacere, valorosi commilitoni della campagna lombardo-veneta dell'anno precedente e, fra essi, amicissimi, il vecchio farmacista Antonio Orsini, sapiente manipolatore di esplosivi per spettacoli pirotecnici e per munizioni da caccia e da guerra, i fratelli Sgariglia, ora ricoprenti le massime cariche del Comune e della Milizia Civica, il Capitano Domenico Arpini ed altri ancora: da Roma, poi, C. Augusto Vecchi non doveva mancare di esaltarne i meriti patriottici esortando gli amici a non negare all'Orsini la massima fiducia e l'incondizionata collaborazione.
Il giorno dopo il suo arrivo* sulle mura cittadine apparve il primo manifesto del Commissario Straordinario-in data 20 maggio: ninno stenterà a credere di quale tenore esso fosse:, nove articoli draconiani diretta derivazione dal 1 , che sottoponeva prowi-soriamente, la provincia di Ascoli al potere militare in virtù del decreto triumvirale che conferiva a lui il comando civile e militare della provincia. D'altra parte, con successivi decreti, egli saggiamente mirava ad accaparrarsi anche le simpatie dei benpensanti moderati imponendo il massimo rispetto degli ecclesiastici e dei simboli religiosi, il ripristino degli stemmi papali nelle facciate dei templi, la restituzione di alquanti arredi sacri saccheggiati nelle chiese dei centri della ribellione ecc., non mancando, peraltro, di chiamare i preti strettamente responsabili (o passibili dei rigori della legge)
i) Don. IIL
2) Vedi comunicazione del Pop. Panfilo Ballanti all'Assemblea Costituente nella sedata del 13 moggio.