Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
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1950
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Enrico Liburdi
del mantenimento della tranquillità pubblica nei centri rurali e montani della provincia ove maggiore si faceva sentire l'evidente loro influenza politica. *)
Intanto che il Commissario prendeva i primi contatti con le autorità del luogo e provvedeva al normale andamento dell'amministrazione della provincia cui voleva ridonare la quiete conturbata, tornavano dalle battute nelle circostanti montagne truppe regolari e volontarie partite da Ascoli in precedenza al suo arrivo o dopo l'inizio stesso del suo Commissariato: erano scaramucce giornaliere sostenute con intrepido coraggio e non senza vittime da una parte e dall'altra dei combattenti e che .valevano, più che altro, a tener lontano da Ascoli l'impeto degli insorgenti e a mantenere in vita un governo ormai agonizzante. La falsa notizia (ad esempio) dell'ingresso degl'insorti in Ascoli e del passaggio oltre Tronto a Maltignano delle truppe napoletane aveva messo in subbuglio non pochi paesi della Val d'Aso e Patrignone, Montalto, Montelparo, Ortezzano, Monte Rinaldo, S. Elpidio Morico, Comunanza, Monte Fortino, Monte Monaco ecc. ni maggio avevano abbattute le insegne repubblicane e rialzati gli stemmi papali: altrettanto era avvenuto in Offida. A ristabilire l'ordine conturbato in quelle località, mossero la Guerriglia Fermanti capitanata da Vincenzo Valorani ed il manipolo dei Finanzieri comandato dall'Aw. Agatone De Luca Tronchet (n. a Roma nel 1806) la cui nomina a Rapppresentante del Popolo pel Collegio di Orvieto aveva suscitato alla Costituente un vespaio da non si dire in seguito alla sua presunta indegnità politica per esser stato, per molti, anzi troppi anni, zelante funzionario dei tribunali gregoriani di non rimpianta memoria. Dimessosi spontaneamente dall'incarico, se n'era venuto in provincia d'Ascoli (ove era favorevolmente conosciuto per uffici quivi coperti) a combattere i nemici della repubblica lieto se, col sangue, gli fosse dato testimoniare la sincerità de' suoi sentimenti italianissimi e lavare l'onta d'un dubbio passato.
In S. Benedetto s'era abboccato con lo stesso Orsini la sera del suo arrivo e ne aveva avuto, conforto, denaro, istruzioni sull'attività da svolgere, sicché n'era rimasto non solo soddisfatto, ma rafforzato nel proposito di trovare, nella lotta e nel combattimento in difesa della patria, l'onorata via dell'espiazione e della redenzione. 2)
I militi del Valorani e del Tronchet fecero, adunque, una rapida e fruttuosa perlustrazione della zona ribelle e ovunque l'ordine repubblicano fu prontamente ristabilito, per cui, fra il generale tripudio di quelle truppe, la sera del 23 maggio, nella gran piazza del Duomo di Montalto poteva aver luogo un allegro falò di tutti gli stemmi pontifici via via abbattuti e requisiti durante quella non difficile spedizione punitiva. 3)
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Un problema assai delicato assillò l'Orsini durante il breve e difficile periodo del suo governo in provincia di Ascoli e che scia convenienza politica non avesse consigliato altrimenti - avrebbe avuto da lui una ben spiccia soluzione a base di polvere e piombo.
*) Notificazioni ed avvisi dei 20, 21, 25, 26, 28 maggio 1849.
2) C. A. VECCHI, La Italia. Storia di due anni (1848-'49), Ediz. 2, Torino, Franco, 1856: voi. 2, p. 266. La personalità e l'attività di Agatone De Luca Tronchet è degna di studio e mi riprometto di farlo con particolare memoria ved. per ora A. M. ALESSANDRI, Mine reazionari* che precedettero e accompagnarono il sorgere della Repubblica Romana* Orvieto, 1923.
*) Vedi Ristretto causa Arquata, Monte Gallo, Sperlonga in Arch. di Stato di ROMA; processura n. 35 - 861.