Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <205>
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// Commissariato straordinario di Felice Orsini* ecc. 205
Il colonnèllo Roseli (racconta il Vecchi che degli avvenimenti ascolani fu esatto narratore nella pregevole storia V Italia nei due anni), nella sua spedizione contro il brigantaggio, aveva ghermiti e condotti in Ascoli Nicola Amici, Capitano della Guar­dia N azionale di S. Maria di Acquasanta ed il fratello Felice che ne era Maggiore, ambedue incolpati d'aver fornito viveri, armi e munizioni ai faziosi sparsi nelle mon­tagne. Un altro dei loro fratelli, certo Don Romolo, fanatico al pari di essi, s'era sal­vato con la ruga mentre altrettanto fortunati non erano stati il Dott. Gaetano Rinaldi Governatore di Acquasanta, vecchia spia gregoriana e Giovanni il di lui figlio diciot­tenne, i quali, insieme a Don Taliani ed ai due fratelli Giovanni e Leopoldo Piccioni erano gl'istigatori massimi della rivolta, aspirando perfino alla gloria d'assur­gere a poeti della infelice impresa. Con tutti costoro vennero anche catturati Ferrante Calvelli Ten. Colonn. della Milizia Civica di Acquasanta; Felice Rosati Ten. nella stessa in Sa Maria; Domenico Scardazza; Emidio Fioravanti; Carlo Gezzi di Monte Monaco e Francesco Tosi di Torre Sa Lucia: una bella retata di retrogradi e di compromessi au cui stava per piombare il rigore della legge.l) Buon per loro che i gravi pensieri della difesa cittadina e l'angustia per i compagni d'arme rimasti prigionieri in mano degli avversari, facessero ritardare il processo di quei nemici della Repubblica che avrebbero dovuto essere giudicati da un vantato Tribunale militare promesso da un decreto Ca­landri del 19 aprile, ma effettivamente messo in efficienza soltanto con l'arrivo dell'Or­sini. Un paio di giorni dopo il suo ingresso in città egli infatti decise di non ritardare più oltre il giudizio di quegli sciagurati di cui, prima ancora che il processo avesse inizio, al Ministero della Guerra in Roma, dava per certa la condanna capitale dei quattro maggiori colpevoli.2) così fu fatto, perchè la volontà dell'Orsini era legge e, in tal caso, ferrea legge di guerra. Il 23 maggio, quattro condanne di morte furono pronun­ziate (compresa quella del contumace Don Romolo) a carico dei fratelli Nicola e Felice Amici e del Governatore Rinaldi. Passati immediatamente i rei al confortatorio la sera del 23, l'esecuzione avrebbe dovuto aver luogo il mattino del 24 maggio, ma per le insistenti preghiere delle primarie autorità cittadine, il Commissario, assai a malin­cuore, ne concesse la temporanea sospensione in attesa o della grazia governativa o della commutazione di pena richiesta a Roma ai Cittadini Triumviri dal Presidente stesso della Civica Magistratura.3) Per meglio riuscire nell'intento, tramite il padre, fu scrìtto pel medesimo oggetto al Deputato Candido Augusto Vecchi perchè nulla trascurasse presso i Dicasteri governativi per ottenere lo scampo dei tre sventurati dall'estremo supplizio. Tutto questo pietoso maneggio era nient'altro che il seguito di certe lunghe trattative intavolate, fin dall'epoca del loro arresto, con la non lontana Teramo cui faceva capo l'organizzazione insurrezionale montanara, perchè da colà si faceva chia­ramente capire che, la condanna o l'esecuzione dei sanfedisti ascolani, avrebbe segnato la fine dei prigionieri repubblicani che gl'insorti s'erano affrettati a mettere al sicuro nel compiacente reame, ove, anzi, aVeva Quartiere Generale, assai prossimo al con­fine, Mona. Domenico Savelli Commissario Straordinario Pontificio in fieri in attesa di
1) C. A. VECCHI, op. cit.t voi. II, p. 245-246.
2) A. M. GHISALBERTI, Lettere di Felice Orsini, Roma, Vittoriano, 1936; Orsini
al Cittadino Ministro di Guerra e Marina: Ascoli) 22 maggio 1849 Domani dalla
Giunta militare verranno giudicati sei faziosi, quattro dei quali posdomani saranno fucilati (Lett. 48; p. 64).
3)Doc. IV.