Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <208>
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Enrico Liburdi
buon fine, i tre condannati a morte e tre preti quali ostaggi scelti fra i più influenti di Ascoli, certi Don Ferdinando Piccinini, Don Organtini ex frate riformato ed il P. Maestro Giuseppe Luciani insegnante di filosofia. Anche il Marchese Carlo Mala-spina, che aveva avuto mano nelle fallite trattative col Gcn. Landi, avrebbe dovuto tener loro compagnia, ma, approfittando del buio e di quella alquanto confusionaria fuga notturna, ebbe la buona ventura di potersela squagliare: ed ha fatto malissimo, commenta in una sua epistola l'Orsini, ma di ben diverso avviso doveva essere il Sig. Marchese. *)
La mattina dopo (mentitegli giungeva coi suoi in Offida) alle cantonate di Ascoli erano affissi manifesti stampati nella notte coi quali l'Orsini comunicava al pub­blico le novità e rendeva responsabili il Vescovo ed i parroci della condotta degli abitanti specificando inoltre quali misure di guerra avrebbe preso contro il brigan­taggio.
La marcia procedette lenta appesantita dai numerosi carriaggi della più svariata natura (carrozze di lusso, bighe proletarie, carri trainati da lenti buoi), sicché, non prima delle nove antimeridiane (sette ore dopo la partenza) l'Orsini raggiunse Offida prima tappa della Colonna ove si trattenne fino al mattino del 6 cordialmente ospitato da un prete di libere idee, certo Don Vincenzo Desideri che, due mesi prima aveva ospitato' anche Nino Bixio venutosene in provincia ad arruolare volontari per la Repub­blica. 2) Quivi il Commissario riorganizzò la sua truppa (accresciuta di forza dalla sopraggiunta Guerrìglia Fermano del Valorani), si sbarazzò degli ostaggi rimandandoli in Ascoli,3) mise a contributo la città e i più facoltosi del luogo palesemente avversi al regime repubblicano, mirando ad accrescere il fondo di guerra con moneta sonante mercè il cambio dei poco graditi assegnati cartacei repubblicani (di cui non pare avesse scarsezza), perchè, con tutto il rispetto e l'amore ch'egli nutriva per la Repubblica, preferiva tuttavia la vile moneta sonante papale alla cartacea emessa dal Triumvi­rato. *) In tal modo egli mirava ad assicurare la normale sussistenza della milizia da lui dipendente, non solo, ma benanche a procurarsi il peculio necessario per costituire quel fondo di guerra che riteneva indispensabile ad assicurare il mantenimento e il soldo della truppa almeno per un paio di mesi. Durante tutta la marcia s'attenne co­stantemente a tali principi bussando cassa in tutte le località di transito ed esten­dendo, le richieste ai paesi viciniori si capisce con assai mediocre successo.s)
Alle 5 pomeridiane del 6 giugno la Colonna di operazione marciarne comandata dal Commissario Straordinario Capitano Orsini, com'era definita nel linguaggio militare
i) Vedi doc. IX-X.
2) Una lapide murata sulla facciata della casa ne tramanda ai posteri il ricordo: e Qui ospiti nel MDCCCXLIX Felice Orsini Martire per la libertà della Patria e Nino Bixio Compagno fedelissimo - di Garibaldi il Municipio nell'ottobre MDCCCLXXXYII P .
*) Lettera del Co: Gio: Francesco Falmucci al Rappr. del Popolo Secando Moretti (Offida, 3-6-1849).
*) Solo Don Piccinini pagò la sua libertà versando 100 scudi, ma gli altri due andarono liberi io stesso perchè non era giunto - osserva l'Orsini che rimanessero ostaggi per non aver mezzi di contribuire (Omini al Gonfaloniere di Ascoli Qui: doc XIII).
5) Molte lettere di richiesta di denaro o per cambio di assegnati vedile in Gfit-SALBI:'.ISTI: ap. cii., ma, a quelle lettere, se ne potrebbero aggiungere molte altre con­servateci dagli archivi comunali