Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1950
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pagina
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209
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Il Commissariato straordinario di Felice Orsini, ecc. 209
burocratico dal Quartier Mastro Filippo Rastelli, parti per Montalto ove, senza notevoli incidenti (non tenendo conto dell'arresto di due fiati del Convento di S. Tommaso a Mon tedino ve) giunse colà a mezzanotte della medesima giornata, accolta con molta diffidenza e spavento (non si stenta a crederlo) dal prevalente elemento moderato e pretino del luogo che nell'Orsini vedeva il figlio del diavolo o press"a poco:J) timori non del tutto ingiustificati, dopo le taglie e le spese sostenute e le baldorie di cui era stata teatro la povera Montalto qualche giorno prima per opera delle truppe del Valo-ram e del Tronchet e che ora, assai accresciute, con molto spavento dei più, si vedeva ripiombare fra le proprie mura.
Il Commissario alloggiò in casa del Conte Paradisi, una delle pia ricche ed influenti famiglie della cittadina e l'ufficialità in case particolari come meglio si potè. In casa Sacconi (ad esempio) s'acquartierò il famoso Sciabolone insieme alla famiglia che s'era trascinata dietro, con poco gusto del Conte Agostino, gran papista che ne faceva immense querele al fratello Mons. Carlo allora Tnternunzio Apostolico in Baviera ed in seguito a Parigi prima d'essere Cardinale. L'insigne Architetto (nipote del Cardinale) non era ancor nato ed il padre suo, Co: Luigi, caldo repubblicano, dopo aver scaramucciato cogl'insorti sui monti dell'ascolano, se n'era partito colle truppe del Roselli per Boma, dove, il 3 giugno, fatto prigioniero dai Francesi, venne da essi trasferito a Bastia in Corsica.
A Montalto ben presto giunsero notizie allarmanti dell'avanzata degli Austriaci i quali, nel pomerìggio del 7 (festività del Corpus Domini), erano già entrati in Fermo e proseguivano la marcia per i paesi vicini onde conveniva o pensare alla fuga o prepararsi alla resistenza. In un primo tempo il Commissario coltivò questo proposito e, anche per evitare spiacevoli sorprese, imparti saggi ordini per rafforzare le posizioni occupate mettendole in istato di discreta difesa: ma non trovò appoggio nella truppa turbolenta e raccogliticcia anzichenò e fatta ormai pavida dalla certezza della prossima caduta del regime repubblicano: disobbedienza e diserzione erano all'ordine del giorno né alcuna forza avevano sulla maggior parte di quei soldati le minacele e le preghiere. Convenne non insistere e lasciarli al loro destino e mettersi in salvo con l'esiguo manipolo rimasto fedele all'idea repubblicana: Tronchet, Valorani, Costantini coi loro uomini erano di questo bel numero.2) A notte alta, il 13 giugno, l'Orsini ed i suoi (ridotti a circa 350 uomini) lasciarono Montalto e ripiegarono verso Force, piccolo e ben munito paese dominante le valli dell'Aso e del Tesino dalla vetta d'una rupe poco lontana dai colossi sibillini che segnano il displuvio dei due mari e sbarrano la via di Roma. Strada facendo la Colonna dell'Orsini, nei pressi del torrente Pallone, incappò in un'imboscata tesa dagl'insorgenti nel bosco di Rovetìno. Ne nacque una fiera scaramuccia durata oltre due ore e che costò qualche vittima, decisa a vantaggio dei repubblicani da quei tre o quattro colpi che riuscirono a sparare coi due cannoncini di calibro 6 che, a prezzo di grandi sacrifici 1 fuggiaschi si trascinavan dietro insieme ai tre ex condannati a morte tenuti ancora prigionieri. Superato adunque, quell'ostacolo, senz'aitò inciampi, la mattina del 14 le truppe repubblicane raggiunsero Force ove s'asserragliarono unitamente a reparti civici che vi erano in precedenza affluiti da Amandola, Fabriano, Fermo per ristabilirvi il governo repubblicano abbattuto dalle solda
ti Cosi scriveva il Co: Agostino Sacconi da Montalto il 10 giugno al fratello Mons. Carlo.
2) Per gli avvenimenti montaltesi durante l'occupazione orsiniana vedi due. XTI-XIXI-X1V, oltre gli articoli del Can.co F. PISTOIESI più oltre eitati.