Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
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1950
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Enrico Liburdi
tesene del Tali ani e subito ripartite dopo aver lasciato un presidio di sicurezza a rinforzo della Guardia Civica paesana affidandone il comando al bravo e valoroso Capitano Serafino Wiser, ottimo geniere e vecchia conoscenza dell'Orsini che l'aveva avuto commilitone ne' Cacciatori del Reno comandati dal Magg. Fontana, l) Gran ventura fu pel Commissario quella sollecita ritirata perchè il cerchio nemico andava d'ora in ora stringendosi, sicché, se l'avesse ritardata di sole altre ventiquattro ore, certamente non sarebbe stata più, possibile.2)
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E qui, prima ch'io narri l'epilogo dell'impresa orsiniana, mi sembra necessario dar cenno, sia pure sommario, di quanto era, nel frattempo, avvenuto in Ascoli dopo l'uscita del Commissario Straordinario.
Come già ai primi del mese precedente, dopo la foga a S. Benedetto del Preside Calandri, Ascoli, rimasta sguarnita di truppe di bel nuovo s'era trovata alla mercè degl'insorti bramosi di irrompervi per sfogare le proprie vendette e ripristinare il Governo papale. Questa volta però, il sapere campeggiente quasi alle sue porte un buon nerbo di truppa sotto il comando d'un polso di ferro e d'un cuore rigidissimo alla merce del quale stavano condannati ed ostaggi, rese più facile la difesa e la vigilanza della città assediata dagl'insorti rimasta affidata quasi eselusivamente ai cittadini tutti ed in particolare al Battaglione Civico il cui comando venne dall'Orsini affidato al Conte Giovanni Sgariglia da lui all'uopo promosso al grado di Maggiore. In tal modo, mentre il governo civile della città restava affidato alla saggezza amministrativa del Marchese Marco Sgariglia, tutta la responsabilità militare della difesa gravava, si può dire, sulle spalle del fratello Giovanni raggiungendosi, in tal modo, quella unità di pensiero e di opere che fu vantaggiosissima per Ascoli, anche perchè l'universale deferenza e simpatia goduta in città dalla famiglia Sgariglia assicurava ad essi la fattiva ed incondizionata collaborazione della parte migliore della cittadinanza. L'appello infatti, rivolto il 4 giugno dal Gonfaloniere ai cittadini, appena l'Orsini se ne fu andato ed i provvedimenti successivamente da lui presi per assicurare la tranquillità cittadina ne sono luminosa prova né rimasero deluse le sue speranze, come si rileva dal frequente carteggio intercorso quasi giornalmente fra l'Orsini e Marco Sgariglia solo in parte noto e non andato disperso, ma che, pur nelle superstiti reliquie, è più che sufficiente a farci conoscere quali e quante fossero le difficoltà dell'ora e quanto grande fosse, nei due fratelli il patriottico fervore pel pubblico bene per quanto non si facessero soverchie illusioni sol trionfo della causa repubblicana: troppi erano i nemici e troppo esigui i mezzi di cui essi potevano disporre. Era già molto se gl'insorti rumoreggianti ed impazienti alle porte della città o bivaccanti sui colli circostanti potevano tenersi a freno impedendo ad essi l'ingresso in Ascoli.
Truppe napoletane in Ancorano parevano decise ad irrompere al confine: ad esse mandò lo Sgariglia una Commissione per specularne le mosse e mantenere relazioni di buon vicinato. Avuta notizia dal Gonfaloniere Napoleone Marconi dell'occupazione di Fermo da parte degli Austriaci, e poscia invito del Comando Austriaco di Macerata
*) Il WISKR è FA. del Quadro topografico cronologico storico-militare della guerra d'insurrezione italiana negli anni IH48-*49, Torino, Tip. del Progresso. Genova, lit. Arroonnino.
2 F. Orshii ad A, Saffi; lettera n. 76, in A. M. GHISMÌBEBW, op, eh., p. 88.