Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <213>
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// Commissariato straordinario di Felice Orsini, ecc. 213
Indipendentemente però dal desiderio di queste anime trepide e di dubbio carat­tere, la situazione delle milizie repubblicane in Force diveniva d'ora in ora più difficile e fra poco sarebbe stata addirittura insostenibile. L'Orsini lo comprese e non lui sol­tanto, e, quando si seppe che al pericolo d'essere sopraffatti dagl'insorgenti s'aggiun­geva quello di fronteggiate le forti colonne austriache provenienti da Fermo e già avvi­state a Monte Falcone, a S. Vittoria ed a Petritoli, fu chiaro che ogni ulteriore resistenza sarebbe stata impossibile ed una capitolazione inevitabile qualora non si fosse preferito cercare di rompere audacemente con la forza la cerchia nemica per aprirsi la via di Tolentino, Foligno, Roma. Convocati segretamente i suoi ufficiali, fu tenuto Consiglio di guerra: l'Orsini, esaminata la situazione e fatta la sua proposta, vide che non tro­vava l'appoggio degli intervenuti, in gran parte ormai propensi alla cessazione delle ostilità. Non riuscendo a far prevalere la sua idea e sdegnando, d'altra parte, di firmare una capitolazione con gli Austriaci o coi briganti (diceva lui), con regolare atto notarile protestò e depose il proprio comando nelle mani del suo Stato Maggiore lasciandolo libero di venire a patti col nemico al solo scopo di salvaguardare l'onore della bandiera e l'avvenire degli limili combattenti che l'avevano seguito fin lassù ed ai quali era opportuno, intanto, tener segreto il deliberato del Consiglio.l) Così fu fatto.
Intavolate le trattative con gli Austriaci da una Commissione mista (rappresen­tanti della popolazione civile e dei Corpi Militari) la resa fu sollecitamente stipulata e firmata la sera del 18 giugno in una assai modesta casa di campagna che, dal nome del proprietario, fu impropriamente innalzata a dignità di Casino Canestrari. *)
Il testo della onorevolissima capitolazione fu il seguente e buon per tutti se, gli articoli del trattato, fossero stati rispettati!
IN NOME DELLA SS. TRINITÀ
La presente contiene la convinzione (sic) stabilita di comune accordo tra le truppe austrìache I. e R., rappresentate nella Provincia di Ascoli dal primo Tenente TOMMASO WIXHDENSCKY, comandante la 3* compagnia del 2 battaglione degli I. e R. Volontari Viennesi da una parte;
E la colonna delle truppe repubblicane stanziata in Force, rappresentata dal Capitano di Stato Maggiore Agatone De Luca Tronchet, dal Capitano Serafino Wiser delVff regg. cacciatori di linea, e dal Sotto Tea. Giuseppe Clementi Ajut. Magg. della colonna del 7 di linea daWaltra parte.
Le quali, riunitesi e verificati i rispettivi poteri e trovatili in buona forma, non che dato luogo alla conveniente discussione per i comuni interessi, sono rimaste d'accordo di piena volontà e soddisfazione, ciascuna nella parte rappresentata, nei seguenti patti e condizioni:
1 La truppa Austriaca promette e si obbliga di non impedire in qualsiasi modo la marcia chela compagnia del 7 di linea comandata dal Capitano Verzaglia intende di fare alla volta di Roma con armi e bagagli tenendo la via Amandola, ed in seguito quella che crederà più opportuna evitando possibilmente le provincie nelle quali è stato ripristi­nato il governo Pontificio. In garanzia 6 sicurezza della marcia suddetta da qualunque
) Orsini a Saffi: leti. cit.
3) Per gli avvenimenti forcasi di quei difficili giorni vedi l'inedito. Diario Don­zelli qui: Doc XV.