Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <215>
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Il Commissariato straordinario di FiMà Orsini, ecc. 215
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Chi scorra gli artìcoli della capitolazione di Force non potrà forse trattenere un senso di stupore e pensare (come infatti suppose l'Orsini) nascondersi in essa un peri­coloso tranello nell'ampia facoltà concessa dal nemico ad ognuno di liberamente recarsi a Roma protetto dalla scorta d'un picchetto austriaco: da ciò il consiglio ch'egli diede a quanti stimò più compromessi di non fidarsi troppo della generosità nemica e di non tardare a mettersi in salvo nel miglior modo possibile. Né egli mal s'oppose perchè, indi a poco, sopraggiunse a Force un'altra compagnia di tirolesi al comando di certo Nidemitte il quale (vantandosi esecutore d'ordini superiori più ristrettivi ed autore­voli), ucll'assnmere subito il comando di piazza, si credette autorizzato di annullare la stipulata convenzione, vietando anche l'uscita dalla città a chicchessia. Dichiarò, inoltre, sciolte le milizie della repubblica ad eccezione del Corpo di Finanza per aver fatto il medesimo, in precedenza atto di adesione al governo pontificio trasformando in tal modo una capitolazione onorevole in una vera e propria resa a discrezione. Per fortuna il Capitano Withdeuscky, firmatario del documento, umiliato nella sua fede e dignità di soldato, fece del suo meglio per venire incontro ai bisogni di quei militi che avevano riposta fiducia nella sua parola di onorato combattente, fornendo generosa­mente a quanti gliene facessero richiesta, fogli di viaggio e picchetti di scorta. Di essi approfittò lo stesso Orsini ohe, dopo essere rimasto in incognito e da ninno tradito tutto il 19 in Force chiese poscia sotto il mentito nome di Francesco Pinelli di Terni, passaporto e due tirolesi di scorta che a sera l'accompagnarono fino all'Aso oltre le linee di quegl'insorgentì che l'avrebbero voluto vivo o morto in loro mani. Colà giunto, licenziati i soldati e data ad essi una buona mancia, si travestì da contadino l) e pro­seguì il suo viaggio periglioso diretto a Foligno ove giunse la sera del 20 giugno. Strada facendo s'era incontrato in un Battaglione di tirolesi diretto a Force col preciso compito d'arrestarlo: ed evitare il fermo non fu per lui piccola fortuna. Seppe di poi che il Comandante di quella truppa, giunto a Force, mise a soqquadro il paese per rintrac­ciarlo, come parimenti infruttuose riuscirono le ricerche fatte pel medesimo scopo nel vicino Monte Falcone! E si capisce: egli era già a Foligno unito alla Colonna Forbcs colà di passaggio dopo aver contribuito, colle milizie del Pia nei imi. a tenere a freno gli antirepubblicani dell'urbinate e a ritardare al Furio l'eventuale avanzata austriaca sulla Flaminia. 2)
Giunto l'Orsini a Spoleto s'ebbe un'ingrata e pericolosa sorpresa: i terroristi da lui arrestati nell'aprile in Ancona e spediti per direttissima a quel forte perchè, dopo tm. sommario giudizio, subissero il meritato castigo, erano stati, invece, rimessi in libertà certo con poco giudizio e grave pericolo suo e della pubblica quiete: infatti, ora la maggior parte di essi infestavano le contrade di Temi e di Nomi coi feroce propo­
li Il Can.co Prof. Don Francesco Pistoiesi (che pruno pubblicò e ripubblicò alcuni preziosi documenti e ragguagli intorno alla venuta in Montai to di F. 0.) raccolse la leggenda che l'Orami, per fuggire a sospetti, si tagliasse la folta barba e vestisse abito femminile (Cl>.: I voti del 2 luglio: F. 0. a Moniaho, in Risveglio, del 15 luglio 1919 e poscia ripubblicato nei suoi volumi Àltodunansia (1921) ed Ahna terra natia: Montalto M Roma, Maglione, 1934).
2) Orsini ad A. Saffi: lett eh* Vedi anche 6. BELLUCCI, II Furio, Perugia, Unione Tip. Coup., 1912; E. LIBETBDI, Vagonia, della ti. TI. e il Colonnello L. Piatici ani in Urbania, la Picmum, flit. March. Ili, u. XV, nn. 8-9 (agosto-settembre 1918),