Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
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1950
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Enrico Liburdi
Le Truppe Austriache fin dal 16 cor.e entrarono a Bologna; dopo di aver arrecato non poco danno olii casini, e porzione dei fabbricati interni. Il Governatore di Mantova è destinato a governare sì Bologna, che le Legazioni militarmente collo stato di assedio.
Scrivesi per ogni dove oggi, ed anche da Ascoli che i Tedeschi sbarcati a Seno' gallia siano a Osimo, e Iesi. Dicesi pure Ancona bloccata.
Leggesi nel Tempo: È ordine del Ministero di Francia che i Francesi colti a Roma colle armi alla mano, siano condotti in Francia dove saranno sottoposti ad un Consiglio di Guerra, come rei di alto tradimento.
Monsig.e Savelli gradirebbe un rapporto giornaliero anche negativo sulla situazione e posizione detti Papalini da voi diretti, con quelle novità che potessero avvenire: Esso poi potrete spedirlo ogni qualvolta vi viene data occasione propizia; occorrendo poi fate apposita spedizione.
Salutate Piccione, e l'Abate Taliani senza fine.
N. N. che asserisce di essere disertore dette file di ..... e che si è presentato in Maltignano a quel Comandante Tedeschi, che qua lo spinse. Monsignor Savetti, dietro sentimento espresso dell'istesso disertore, mi ordina di spedimelo, perchè lo mettiate sotto gli ordini di Piccione (quante le volte vi piaccia) il quale lo terrà sotto stretta sorveglianza e se vedesse non esser chiaro, potrà anche mandarlo via, da che poco cale, che anche per forza servì in quell'orda, di assassini (!!!!).
Sappiatemi dire qualche cosa sul conto del Calvelli Ferrante, di cui vi tenni proposito.
Affano Camerata ed Amico Firmato De-Angelis Maggiore Fuori
S. M. Al Sig. Mag. Palomba Comandante delle Truppe Pontificie D'Uff.o S. Gregorio ibi ubi
(Dalla Stamperia Repubblicana Cardi),
Sezione speciale N. 153.
REPUBBLICA ROMANA ANNO PRIMO
IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA CITTA E PROVINCIA DI ASCOLI
Conosca il Popolo e di esecrazione stigmatizzi i nomi di altri traditori della santa causa.
Ascoli vegga ed apprenda come i soprusi, le rapine, i ricatti, gl'incendii, le devastazioni, gli assassina, che quotidianamente affliggono i pacifici ed onesti Citta-dini, i miseri e quieti agricoltori, sien dovuti a quella spodestata casta di vili belve, che dal covo borbonico agognano (non rifuggendo dai mezzi i più degradanti e feroci) a quel potere cita per sempre perdettero.
Il mio Decreto di ieri vi fece noto il nome di un turpissimo Ascolano, che non arrossisce nel suo autografo (riconosciuto, e constatato per tale) chiamarsi amico di un Piccioni, di un Taliani.
La pubblicazione di oggi vi accerti, che a quell'imbecille, ed iniquo Cavaliere non mancan sodi; che pròno fra questi è un Prete, famoso nei fasti di ogni.pubblico,