Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1950>   pagina <224>
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224 Enrico Liburdi
A Sua Eccellenza Revjna Mons. Savelli Commissario Straordinario Pontificio
Teramo
B.
Arquata, 24 maggio 1849. Stim. Signor Maresciallo
lo ho atteso fin qui inutilmente il promesso rinforzo per Montegallo. Le cose di colà sono serie.
Ieri vi fu uno scontro tra li nostri, e li Repubblicani. Dei nostri non ne perì alcuno, ma dei Repubblicani ne morirono quattro ed uno ne fu fatto prigioniero. Sul proposito del prigioniero vi accludo la copia di una lettera che quella forza ha fatto firmare al mio Cognato per la ingiusta carcerazione di un suo figlio di anni 16 circa. Vedete che empi! carcerare un ragazzo, che non sa, che sia mondo! Che bella giustizia! Eppoi si ha la temerità di dire, che l'arresto è seguito per il grave sospetto di aderenza alla nostra gente! Che spudore! Basta, intanto Voi vedete di venire con un rinforzo. Sono in gran fretta.
V.ro Affano Amxo e Serv. Firmato Dionisio Cecchini
Al Sig. Maresciallo Alboni Acquasanta
C.
Carissimo Cognato
Oggi dalla gente armata che esiste in guardia dei vicini colli appartenenti a codesto Governo di cui ne siete Voi il Capo, è stato preso un individuo apparte­nente alla Guardia Nazionale Repubblicana, che trovasi qui di stazione? È tale e tanto il desiderio, che nutre desso ricuperare il proprio compagno, che qualora, nel ristretto termine della giornata di domani non vedesse ritornare quivi sano e salvo il medesimo, ha ottenuto l'irrevocabile decreto di fucilazione del vostro fratello Giuseppe, e di mio figlio Giovanni, che furono arrestati fin da ieri l'altro siccome gravemente sospetti aderenti alle comitive armate, che vi dipendono. Da tale ingan­nevole racconto voi comprenderete facilmente in quale situazione si trovano due famiglie vostre consanguinee, l'una delle quali, che io sarei, sta per perdere un amato figlio, e un'altra, che sarebbe la derelitta Agnese, è in procinto di rimanere vedova di uno sposo affettuoso, coinè è Giuseppe vostro fratello. Impertanto mi affretto dirigervi la presente per mezzo sicuro pregandovi con tutto l'ardore del­l'animo, anche per parte di vostra sorella e cognata a far in modo, che sia riparala Ut tempo la grande sventura, che ci minaccia col rilasciare in libertà U milite summentovato fornito di sue Armi e vestiario, disponendo, che sia accompagnato illeso da qualunque molestia in luogo sicuro per raggiungere immediatamente i suoi.
Trattandosi di cosa tanto importante per due Famiglie vostre attinenti, e per voi non meno, che in caso contrario sareste per sempre privo di un fratello, e di un nipote, io confido pienamente nella vostra amorevolezza e sensibilità per vedere senza meno, conciliata la cosa nei modi suddivisati entro domani ed in questa spe-