Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
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1950
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Enrico Liburdi
altra memoria sottoscritta dal Gonfaloniere nella quale si Jaceva conoscere che non si era creduto dar piena fede al facchino forcete, ma che, la truppa repubblicana era pronta mandare un ufficiale parlamentario in un dato luogo fuori del tiro di fucile dalla città dove si dovesse trovare un picchetto austriaco, e da quel punto si dovessero ritirare fuori di tiro i picchetti dei volontari pontifici, come pure si dovessero ritirare immediatamente ad una data distanza tutti gli altri avamposti e corpi volontari stanziati nel contorno esterno della città.
Tornò l'inviato Teodori con l'assenso del Comandante tedesco, e parti immediatamente la Deputazione accompagnata da un distaccamento. I Deputati furono ~~. 1)..-. Si abboccarono nel Casino Canestrari, fuori di tiro di palla dalla Porta . Francesco.2)
Alle 9 di sera tornarono gli inviati colla convenzione stabilita in quel sito, convenzione onorifica alle truppe repubblicane, a seconda di cui dovevano queste partire con armi e bagagli alla volta di Roma e i non volenti, disarmati, ritornar-sene pacificamente alle loro case. Alle 10 fecero ingresso in città le truppe tedesche comandate dal Capitano Withdenscky, che aveva diretto la convenzione. Entrarono da Porta S. Francesco ed uscendo da Porta S. Pietro si acquartierarono al Palazzo Teodori al Borgo.
Le truppe repubblicane si era stabilito che dovessero partire la notte dal 19 al 20. I Volontari Papalini frattanto la stessa sera del 18, pendenti le trattative, molestavano la città ed i contorni anche con esplosioni di fucili a cui si procurò di non rispondere contenendo le truppe repubblicane.
Il 19 fino alle 5 di sera si stette sulli stessi piedi. Verso quell'ora giunse altro distaccamento austriaco di circa 50 uomini che traversarono ugualmente la città da Porta S. Francesco a Porta S. Pietro, riunendosi al quartiere nel Palazzo Teodori. Sul far della notte, circa le 7 'z, lo stesso distaccamento rientrò in città e si acquartierò al Convento di S. Francesco 3)
Frattanto, al primo entrare in città di detto distaccamento, un suo picchetto rilevò i posti delle truppe repubblicane alla Porta S. Francesco. Gli ufficiali repubblicani fecero qualche inutile rimostranza. Più tardi il Comandante Withdenscky fece conoscere che l'ufficiale comandante dell'ultimo distaccamento arrivato era latore di ordini contrari alla convenzione stabilita e si mostrò la necessità imperiosa
1) Mancano i nomi dei membri cittadini: si conoscono, invece, quelli dei componenti militari sottoscrittori della nota Convenzione stipulata nel Casino Canestrari.
2) Non pare che il nome di Casino possa attribuirsi al casolare campestre dove fu stipulata la capitolazione forcese. Infatti, il conte Augusto Grassi, trascrittore dì questa preziosa cronachetta paesana così annota: Vincenzo Canestrari fnato a Piagge di Fano nel 1812 e morto a Force il 14 febbraio 1884) non aveva Casini di villeggiatura, ma possedeva parecchi terreni nel territorio di Force uno dei quali, con casa colonica e sopraelevazione di fabbricato con qualche vano padronale, proprio Bullo stradale che da Force va a S. Vittoria, in contrada Piroccio di questo territorio forcese. Qui di certo fa stipulata la convenzione. Questo terreno con casa (o casino) fu venduto con usta fallimentare contro Canestrari e fu comperato dal conte Sacconi di Montalio, il quale Io rivendette, dopo pochi anni, a Francesco Cimica detto Toro e ne sono attuali proprietari gli eredi di Pietro Cimica il quale, verso il 1890, restaurò ed ampliò la casa e la tinse in color rosso..... donde la denominazione odierna di Case Rosse*.
3) Il Convento di S. Francesco era dove ora sorgo la Chiesa di Francesco, costruita nell'ultimo quarto del sec. XIX su disegno dell'ardi. Giuseppe Sacconi.