Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1950
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Il Commissariato straordinario di Felice Orsini, eoe 241
del totale ed assoluto disarmo delle truppe repubblicane. Queste ultime stanziate di guardia alla Porta S. Pietro, dicesi che non volessero cedere quel posto agli austriaci i quali nonostante avanzando la notte venivano ricevendo la sommissione degli ufficiali dei diversi corpi repubblicani.
L'ex Commissario della Repubblica, Orsini, che fin da tre giorni innanzi aveva depositato in mano di notaio la sua rinunzia, partì da Force, circa le 11 detta stessa sera, disarmato e travestito, accompagnato da un suo proselita, un tal Vallea, e scortato da soldati austriaci, come si disse, per aver libero passaggio, dirigendosi per la via di S. Vittoria. La fuga deltex-Commissario fu però ignota agli austriaci, mentre egli, verso la mezzanotte, si presentò al Comandante travestito e chiedendo un passaporto, dicendo esser semplice soldato... e così fu sorpreso il Comandante austriaco che gli rilasciò il passaporto e l'accompagnò fino a S. Vittoria.1'
È da avvertirsi che le diverse bande dei Volontari Pontifici avevano fin dal mezzogiorno ed in seguito occupate tutte le posizioni e gli stradali del territorio, in alcuni luoghi a tamburo battente, specialmente nette posizioni e stradali conducenti verso la provincia fermano. I Comandanti austriaci garantirono il ritorno alle proprie case di tutti gli ufficiali e soldati repubblicani. Il Corpo dei Finanzieri fin dalla mattina aveva di già rimesso la sua sorte nelle mani della truppa austriaca, chiedendo di ritornare al servizio del Governo Pontificio.
La mattina del 20 giunse altra Compagnia di Cacciatori Tirolesi.
Contemporaneamente il Comandante fece Editto disponendo con esso lo scio-glimento della Civica e di tutti i Corpi Repubblicani. Il deposito e consegna, in termine di sei ore, di tutte le armi da fuoco e da taglio tanto per parte dei Corpi di sciolti, che di tutti i cittadini; l'atterramento dell'albero e di ogni altro segno repubblicano, ecc. Il tutto sotto il rigore delle leggi militari. Il disarmo delle truppe rivoluzionarie seguì immediatamente. Agli Ufficiali venne rilasciata la spada.
Circa il mezzogiorno arrivò il Ten. Colonn. Hebelmann accompagnato da molti Ufficiali. Si abboccò alla Gran Guardia cogli Ufficiali repubblicani segnatari detta convenzione che ne reclamavano l'osservanza. Egli non potè nulla disporre senza intesa del suo Generale presso cui disse di recarsi personalmente a tal uopo e ritornare o mandare immediatamente la definitiva risoluzione... e ripartì immediatamente. Il Comando di Piazza fu trasferito netta persona del Capitano Tohult.
Circa la sera fu posto agli arresti il Capitano dei repubblicani Costantini, detto Sciabolone, non si sa per qua! motivo; e cosi pure altri due o tre soldati repubblicani, uno dei quali, carico di delitti, dicesi evadesse, non si sa come, durante la notte. Sciabolone fu rimesso in libertà il dì appresso, ma disarmato e, dicesi, sotto cauzione. Frattanto durante la sera del 20 tutti i soldati repubblicani furono acquartierati separatamente e somministratogli il rancio come prigionieri. Così fecesi il di appresso. Si raddoppiarono le sentinelle e se ne distribuirono dette altre nei luoghi più sospetti sul recinto delle mura castellane, quali guardie furono mantenute tutto il 21 e la notte susseguente, nonché il 22.
Il 21 fu passato nella incertezza e nell'aspettativa delle superiori risoluzioni riguardo la sorte da subirsi dai repubblicani.
*) À proposito (falla fuga dell'ex Commissario Felice Orsini, ho sentito spesso tricorda il conte Grassi) ripetere che iu accompagnato da un certo Malvisi Giù-seppe di Force, che io ho conosciuto negli ultimi anni di sua vita, misero, sudicio, quasi sempre ubbriaco: vestiva d'abate ed era soprannominato / Prefitto di legrl . Il Donzelli dice, invece, che l'Orsini fu accompagnato da tal Vallesi.