Rassegna storica del Risorgimento

MILANO
anno <1950>   pagina <282>
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282 Leopoldo Marchetti
in continuo aumento. Poco dopo infatti, ricominciava l'affannosa ricerca di una sode più ampia e, possibilmente, definitiva; le ripetute istanze per ottenere la Loggia-museo dell'Arengario non approdavano ad alcunché di concreto. Incoraggiamenti, promesse, ma niente di più.
Inaspettatamente, nei primi giorni del 1946, la signora De Marchi manifestava l'intenzione di donare al Comune di Milano l'area, la facciata. Io scalone e quant'altro si era salvato nell'agosto 1943 dell'edificio di via Borgonuovo 23, ed una congrua somma onde promuovere il rifacimento della casa da destinarsi a sede del Museo del Risorgi mento e delle altre raccolte storiche.
Gesto nobilissimo fiorito d'istinto in cospetto di tante e tante rovine materiali e morali, e inteso a contribuire fattivamente, nel nome e nello spirito di Marco De Mar chi, alla risoluzione di uno dei molti problemi della Milano culturale. L'8 febbraio del 1946 un atto notarile consacrava irrevocabilmente siffatta decisione, mentre il 15 lu­glio dello stesso anno iniziava la propria attività la fondazione Marco e Rosa De Mar­chi, ideata e voluta dalla Signora a completamento di quanto disposto nel febbraio.
Lo stabile, nei limiti del possibile, è stato rifatto com'era prima della distruzione; s'intende che alcune lievi modificazioni si sono imposte in considerazione del diverso uso dell'edificio stesso. La ricostruzione diretta dall'Ufficio tecnico comunale ha richiesto, salvo alcune interruzioni, oltre tre anni di lavoro. Corre qui l'obbligo di ricor­dare il signor Luigi Regola che, quale fiduciario della Signora, ha fervidamente colla­borato con gli architetti Renzo Gerla e Luigi Pollastri nel conciliare le legittime richieste della signora De Marchi e le esigenze dell'Istituto affidato alle mie cure.
A giudicare, dai risultati e dai consensi, l'opera di rifacimento è davvero eccellente.
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Le vicende di questo palazzo le cui origini risalgono alla prima metà del '500 sono descritte da Emilio Sioli Legnani nel chiaro volume II Borgonuovo , scritto in collaborazione con Paolo Mezzanotte, e ad esso pertanto rimando.
Sede migliore non poteva essere riservata al Museo del Risorgimento ed alle altro raccolte. Le quattordici grandi sale a piano terreno accoglieranno il Museo del Risorgi­mento il quale, oltre le testimonianze del Risorgimento propriamente detto, comprenderà anche cfmel' e documenti del periodo successivo. La storia dell'unità d'Italia dalle aspirazioni di un esigua minoranza di patrioti della seconda metà del Settecento alle cospirazioni, dalle rivoluzioni alle guerre per l'indipendenza, dalle prime conquiste costi­tuzionali e sociali ai tentativi d'espansione in Africa, dalla guerra 19141918 (la quale suggella il ciclo eroico e glorioso del Risorgimento) alla Conciliazione del 1929 tra Stato e Chiesa, dalla seconda guerra mondiale ai successivi rivolgimenti politici e sociali troverà nel Museo ampia, e talvolta rara, documentazione. Infatti bandiere, divise, stampe, dipinti, manifesti, autografi, cimeli vari, esposti con opportuni accorgimenti estetici e museografioi, ne costituiranno una viva illustrazione.
Di particolare rilievo le sale dedicate all'epoca napoleonica ove, fra i molti pre­ziosi cimeli della Cisalpina e del Regno italico, saranno anche esposti il mantello, la corona, lo scettro dell'incoronazione di Napoleone I a re d'Italia e parecchi ricordi del re di Roma.
Materiale questo che, secondo quanto si è detto, avrebbe dovuto costituire il nucleo fondamentale del Museo del Regno italico.
Dipinti di egregia fattura, fra cui alcuni Appiani, Bisi, Bossoli, Bouvior, Induno, De Albertis, Molteni, Sala, ed una importante raccolta di medaglie e monete.