Rassegna storica del Risorgimento
MILANO
anno
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1950
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pagina
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283
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Sistemazione e incremento, ecc. 283
completeranno la esposizione la quale, dato il suo particolare carattere, costituirà indubbiamente anche un valido sussidio agli studiosi.
AI primo piano, due sale sono riservate all'esposizione della raccolta Il Risorgimento italiano attraverso il francobollo, donata dal dott. Marco De Marchi al Cornane di Milano nel 1936 ed incrementata dall'apposito Centro di studi filatelici; in ima terza sono invece convenientemente esposte le poche raccolte De Marchi salvate nel 1943.
In altri spaziosi locali al primo ed al secondo piano hanno trovato razionale sistemazione le raccolte bibliografiche e documentarie, sulla cui consistenza mi riferisco a quanto è apparso sul primo fascicolo della rivista // Risorgimento. Ad ogni modo mette conto di ricordare che la Biblioteca, di carattere storico-militare-politico-sociale, annovera 80.000 opere a catalogo per un complesso di oltre 200.000 pezzi che illustrano due secoli di storia, dalla seconda metà del Settecento agli avvenimenti odierni. I fondi documentari raccolti in 1050 grosse cartelle riguardano uomini e vicende dello stesso periodo.
Le sale degli schedari e di consultazione trovansi nella parte più tranquilla del palazzo e propizia agli studi.
Naturalmente i locali destinati a museo e a biblioteca sono dotati dei più moderni impianti di segnalazione elettrica antincendio ed antifurto.
Delineata cosi a grandi linee la sistemazione dell'Istituto nella nuova sede, dirò ora brevemente intorno al progressivo sviluppo delle raccolte in questi ultimi cinque anni, sviluppo che, in parte, rimargina le ferite infette dalla guerra. Poiché se è vero che la Biblioteca ad eccezione della raccolta di oltre 40.000 fogli volanti, ora in via di ricostituzione, e di alcune miscellanee di giornali non ha subito perdite, le carte d'archivio e le raccolte museografiche, adunate, al pari delle collezioni bibliografiche, con sagace ed appassionata fatica dal professore Antonio Monti che, durante il suo lungo direttorato, potè contare sul fattivo appoggio di illuminati cittadini, fra i quali è qui doveroso ricordare Arturo Andreoletti, Aldo Armoni, Achille Bertarclli, Senatore Borletti, Alessandro Casati, Ambrogio Crippa, Paolo Gerii, Camillo ed Enrico Ghisi, Paolina Piolti De Bianchi, Piero Restelli, Celestina Torelli e Giovanni Treccani, sono state invece piuttosto colpite. Anzi, prendendo ad esempio l'iniziativa del dottore Emilio Re, direttore degli Archivi di Stato, do qui notizia dei fondi documentari che andarono bruciati nella notte sul 16 agosto 1943.
Segnalazione che si propone un duplice scopo. Dare anzitutto l'avvio ad un censimento delle carte d'archivio perse a Milano e in Lombardia per cause belliche, censimento da più parti invocato; stimolare poi gli studiosi a consegnare ai singoli Archivio Istituti le copie di tali carte o comunque diffusi appunti tratti da esse in loro possesso.
Furono dunque preda delle fiamme:
I) Archivio Dandolo. ~ Esso comprendeva cento cartelle e precisamente cinquantotto relative a Vincenzo Dandolo ove erano conservati documenti di fondamentale importanza per lo stadio di Venezia nel 1797 e dei relativi rivolgimenti, del plebiscito veneto per la Repubblica e dell'azione svolta dallo stesso Dandolo, quale governatore della Dalmazia. Le altre 42 cartelle annoveravano carte di Tullio, Emilio ed Enrico Bandolo del periodo tra il 1838 e il 1859, con particolare riferimento al biennio 18481849. Fortunatamente molti documenti di Emilio ed Enrico Dandolo sono stati pubblicati dal Capasso, dalla Gavazzimi Sentieri, dall'Ercole, dal Monti, dal Viarana per non ricordare che i principali e dei carteggi relativi al '48'49 esiste un regesto particolareggiato. La perdita pur tuttavia costituisce uno lacuna veramente incolmabile.