Rassegna storica del Risorgimento

CERRUTI MARCELLO
anno <1950>   pagina <287>
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LA MISSIONE DEL CONSOLE MARCELLO CERRUTI HHSHBNEL 1849 I I H
Della presenza nel 1849 di un console sardo a Belgrado finora appena si è fatto cenno e piuttosto fugacemente. I dispacci cifrati del console Cerniti rimasero inediti e la loro consultazione divenne agevole ora, dopo il riordinamento dell*Arcnivio storico del Ministero degli Affari Esteri di Roma, eseguito sotto la direzione del prof. Ruggero Moscati, ') che ringrazio per avermi facilitato le ricerche archivistiche, similmente alla direzione della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma, peri giornali dell epoca e per gli opuscoli rari. Nel suo recente studio il prof. Guido Quazza 2) faceva menzione che era l'incaricato sardo a Costantinopoli,barone Romualdo Tecco che aveva già nel novembre 1848 suggerito al ministro Perrone di mandare un agente a Belgrado e fu dietro il di lui suggerimento che Marcello Cerniti vi fu inviato dal Gioberti per concordare Fattività svolta da Alessandro Monti in Ungheria, coi moti degli altri popoli danubiano-balcanici, anelanti anch'essi a liberarsi dalia dominazione austriaca. Ammesso il 2 maggio 1825 nella carriera consolare, come segretario presso il ministro del Re di Sardegna presso la Corte Ottomana, partiva da Genova il successivo giorno 3 con la R. fregata Maria Cristina per Costantinopoli leggesi in un opuscolo3) dell'epoca percorse a grado a grado la carriera con successive destinazioni a Tripoli, Tunisi, Milano e Cipro; nel marzo 1846 S. E. il ministro conte Solaro della Margherita 1D richiamava da Copro per affidargli una progettata missione alla China la quale non ebbe più effetto pel rapido svolgersi degli avvenimenti politici in Italia, auspice il Piemonte. Nel 1848 era incaricato di una riservata missione sulle coste africane e più particolarmente al Cairo ed in Alessandria. Nel gennaio 1849 il Governo gli affidava confidenziali attribuzioni in Serbia ed in Ungheria. Il Cerniti lasciava l'Italia il 10 dello stesso mese accompagnato da un fratello minore, col grado di Viceconsole. Da Costantinopoli, da Widdin, da Belgrado, era in giornaliera corrispondenza con i capi della nobile nazione Magiara, i quali, agli ordini di Kossuth, Io tenevano al corrente dei fatti che accadevano a Teme3var, Debrcczin, Szegedin e Budapest, ove si organiz­zava un esercito a difesa dei diritti della nazione ungherese. Il Cerniti amato e stimato da Kossuth, strinse amicizia costante con Dembinski, Batthyany, Perczel, Bcm, Klapka, Tfirr, Monti, e tanti altri, i quali, sopraffatti dall'esercito russo, accerchiati, dovettero cedere alle esigenze di Haynau e Paskewitch . E tanto è vero che il Cerniti, conoscendo già l'ambiente ottomano, aveva presso il Pascià di Belgrado il prestigio di un inviato straordinario e colla scorta di documenti vedremo che oltre all'osservare lo svolgimento delle vicènde ungheresi, ne prendeva parte con l'animo di un amico convinto. Per comprendere io scopo della sua delicata missione confidenziale, occorre risalire alle origini di una idea, non scevra di una tinta utopistica, ma che allora sembrava attuabile. Vaticinata da Giuseppe Mazzini *) nel famoso articolo apparso sulla Giovine Italia del 1832, l'idea di un accordo tra le popolazioni danubiane, in alleanza con l'Italia,
') Le Scritture della Segreteria di Stato degli Affari Esteri del Regno di Sordegno, a cura di RUGGERO MOSCATI. Indici. Voi. I. Roma, 1947.
2) La politica orientale e balcanica del Regno Sardo nel /Pt6V0,in Rassegna Sto­rica del Risorgimento Italiano, Roma, 1948, a. XXXV, fase II-IV, aprile-dicembre,
pp. 151-167.
3) Mise. Ris. C-43-36, Roma, Bibl. Stor. Mod. Contempor. *) Ed. Naz. voi. ni, pp. 117-152.