Rassegna storica del Risorgimento
CERRUTI MARCELLO
anno
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1950
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pagina
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288
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288 Stefano Markus
ai danni del predominio tedesco e russo, è un concetto che si ritrova presso parecchi scrittori politici prima e dopo il 1848. Accerchiare Vienna suscitando insurrezioni alle sue spalle per costringerla a impegnare altrove una parte del suo esercito: velleità costante questa che ritorna spesso nei piani dei patriotti italiani durante j quattro lustri che seguirono il 1848. Fra i maggiori pensatori del Risorgimento, anche Massimo D'Azeglio era tra quelli che annettevano importanza per le sorti della lotta d'indipendenza italiana, alla condotta degli altri popoli pure soggetti all'Austria. Stanno a dimostrarlo le seguenti righe da lui scritte il 24 febbraio 1848: Queste parole vorrei dire alla valorosa Ungheria... Vorrei dirle a quanti d'oltr'Alpe volessero udirle ed accoglierle , genti tanto discordi di razza, di culto, di lingua, di costumi, di desideri e speranze, che in una sola cosa concordano: il solo vincolo che con loro v'unisce [t'impero austriaco] ai chiama violenza,... si chiama necessità...; funesto vincolo e fragil catena n.1) Terenzio Marni ani ne parla più, concretamente nella sua lettera al generale Carlo Zucchi: a entrare in pratiche di buon accordo coi Dalmati, con gli Ungaresi e i Croati. Quello che importa all'Italia si è che la nazione ungarese divenga nostra amica siccome ai giorni per essa gloriosi di Mattia Corvino. Per tutto ciò mi sembra doversi pregare il Re di Piemonte a mandar di presente uomini esperti ed avveduti appresso i Dalmati, i Croati e gli Ungheresi facendo conoscere come il nemico loro comune sia l'Austria e come niun d'essi debba volere che quel potentato possa tener dominio sulle coste dell'Adriatico.2) Diventato ministro dello Stato pontificio il Marni ani riprese l'argomento nella seduta del 9 maggio 1848 del Parlamento romano: ce Abbiamo sollecitato e pregato il Governo sardo, a spedire abili commissari con queste intenzioni appresso la valorosa nazione ungherese.3) Purtroppo questi ce uomini esperti ed avveduti , questi ce abili commissari apparivano sulla scena soltanto nella primavera dell'anno seguente: ed erano Alessandro Monti e Marcello Cerniti.
Svanite le speranze di una federazione degli Stati italiani, si è rafforzata l'idea di sopraffare il comune nemico con le forze concentrate di una coalizione di tutti i popoli da esso oppressi. In questo senso svolse trattative con emissari slavi ed ungheresi Niccolo Tommaseo a Parigi. indiscutibile il merito del Governo di Gioberti d'aver inviato un rappresentante diplomatico in Ungheria e un altro a Belgrado, da dove le comunicazioni erano aperte, mentre l'Ungheria era rimasta quasi completamente isolata durante la guerra. Al ministero Gioberti era serbata la gloria di vedere nella sua vera luce la questione slavamagiara, scrisse più tardi Alessandro Monti,4)oc salito al potere la missione danubiana fu uno de' suoi primissimi atti- Nella polemica sorta tre anni più tardi tra Vincenzo Gioberti e il deputato Luigi Torelli, il Gioberti ebbe a dichiarare con ragione: ce Io non mi sono punto aggiudicata la gloria di essere stato il primo a immaginare un concerto tra l'Ungheria e il Piemonte, ma si quello di averlo voluto efficacemente5) A sua volta il Torelli replicò che: ce il Perrone era troppo perspicace come uomo politico e militare per non comprendere l'immensa portata di un piano combinato con gli ungheresi 6) Lo stesso Torelli, in data 21 maggio 1849,
') MASSIMO D'AZEGLIO: I lutti di Lombardia, Firenze, Le Mounier, 1848, p. 18.
2) Il Pensiero Italiano* Genova, 1 maggio 1848, a. I, n. 78.
3) Le Assemblee del Risorgimento, Roma, 1911, voi, I, p. 26.
-) In GIUSEPPE MASSARI, Ricordi biografici e carteggio di Vincenzo Gioberti, Torino, 1863, voi HI, p. 311.
S) VINCENZO GIOBERTI, Epistolario, voi. XI, Firenze, Vallecchi, 1937. > tbidma p. 133.