Rassegna storica del Risorgimento
CERRUTI MARCELLO
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1950
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La missione del console Marcello Cerniti nel 1849 289
così scrisse a Maurizio Farina: Due mesi som passati dall'infausta giornata di Novara. L Ungheria scioglierà, forse la questione, e Ben vedi che era opportuno quanto ti diceva, una missione a Kossuih; l'avrei avuta cara, per quanto allora pericolosa e poco ambita da altri.l) Data la dominazione austriaca nel Lombardo-Veneto, l'alleanza italo-ungherese non poteva portare risultati pratici, senza mettere in calcolo la mentalità di quegli elementi slavi che stavano di mezzo. Fallito com'era, nel 1849 il piano di assalire simultaneamente da più lati l'Impero degli Asburgo, simili tentativi ritornavano a più. riprese, e precisamente alla vigilia della guerra del 1859, poi nelle trattative svolte nell'autunno del 1860 tra Luigi Kossuth e Camillo Cavour, nonché nei piani segreti dei generali fuorusciti Stefano Tiirr e Giorgio Klapka, basati su una irruzione di Giuseppe Garibaldi. La spedizione delle armi e munizioni al Mar Nero, la missione dello stesso Cerniti nel 1860 a Costantinopoli e l'invìo dei consoli Astengo e Scovazzo a Belgrado, ebbero il medesimo scopo. Vi è di più: è appunto qui che dobbiamo scorgere il primo nucleo del tanto discusso progetto di una confederazione danubiana,2) escogitata dagli esuli magiari in Italia a continuo contatto coi rappresentanti delle razze cointeressate. E ovvio che le concessioni da fare da parte dell'Ungheria a vantaggio delle nazionalità, come presupposto di ogni riconciliazione, erano concepibili soltanto se compensate da un'alleanza con l'Italia e garantita dalla Francia. Ed infatti, il proclama torinese indirizzato agli Slavi nel marzo 1849, promise che l'Italia indipendente sarebbe stata intermediaria tra essi e la Francia. Vedremo in seguito che il console Ceranti fa più volte menzione di favori ottenuti da diplomatici francesi per agevolare il compito affidatogli. Immediatamente dopo la sconfitta fa nuovamente il Mazzini che per primo sostenne la necessità di tale accordo. Il 15 agosto 1850 3) Giuseppe Mazzini cosi scriveva a Luigi Kossuth: ce C'est une conféderation libre que nous voulons fonder; Italìens, Slaves, Magiares peuvent y cntrer. Poi a Cattaneo : *) I nostri elementi importanti stanno al Danubio. Mando fra non molto un viaggiatore inglese a veder se possiamo mettere d'accordo con noi Magiari, Slavi e Valacchi .
Naturalmente tutto ciò era appena balenato nel 1849 alla mente di pochi. Tanto ~ è vero che un mese prima del crollo, nella Dieta radunatasi a Szeghedino nel luglio 1849, furono decretate larghissime concessioni per accontentare le nazionalità, ma era ormai troppo tardi. Siamo fermamente convinti che l'avvenire della nostra patria e delle diverse nazionalità, potrà essere assicurato soltanto se queste si raggruppassero intorno a noi in base ad una forte confederazione. Questa nostra convinzione veniva già da noi espressa anche nella Dieta di Szeghedino, scrisse Kossuth in data 18 gennaio 1850 dalla sua relegazione a Schumi a, al ministro serbo Garascianin, nelle credenziali di Giuseppe Carossini, redatta e firmata anche dal conte Casimiro Batthyany.5) In uno
lì ANTONIO MONTI, Epistolario di Luigi Torelli, Milano, Treves, 1934, p. 160.
2) Ohm Ungarns Freiheit ist schon seiner territorialen Lage nach diese Conféderation kaùm mglich , scrisse Kossuth al Carossini il 19 gennaio 1850 (in STEFANO HAXKAL, L'emigrazione KossuUtiana in Turchia, Budapest, 1927, voi I, p. 674).
a) EUGENIO KASTNER, Mazzini e Kossuth, Firenze, Felice Le Mounier, 1929, p. 8. Poi: Il s'agit de connaftre vos idées sur la possibilitó et sur les bases'generales d'un pacte entre les Magyars, Ics Slaves du Sud et les Moldo-valaquca , Ginevra 23 novembre 1850.
4) Ginevra, 24 settembre 1850, in RINALDO CADDEO, La tipografia elvetica di Capolago, Milano, Alpe*, 1931, p. 415; doc. n. 24.
s) HAJNAL, op. ck, p. 663,