Rassegna storica del Risorgimento

CERRUTI MARCELLO
anno <1950>   pagina <290>
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290 Stefano Markus
scritto dedicato olla liberazione di Kossuth (Bollettino dell'Emigrazione del 1848, 9 ottobre 1851) r) si afferma che: ce Kossuth ha fede nell'unione e nella solidarietà dei popoli d'Italia e del Danubio, ossia nella lotta nazionale di torte le razze compo­nenti il colosso austriaco, contro le armate austro-russe. La questione degli Slavi Meridionali, che fa sì funesta agli Ungheresi nonché agli stessi Slavi, ha trovato ora una soluzione favorevole nella necessità e nel genio liberale di Kossuth: una perfetta uguaglianza è loro garantita. Tardivo accorgimento e titubanza vennero rimproverati ad ambedue le parti, in un articolo apparso nel novembre 1849 sulla /tolta del popolo di Mazzini, stampato a Losanna ed intitolato: Organizzazione della democrazia. Questo articolo era già scritto in gran parte prima che la resa di Goerghey fosse conosciuta, leggesi nella nota della redazione. Perchè l'Ungheria intese a sostituire il proprio concetto alla libera federazione delle razze Slave, MoldoValacche e Magiare, ebbe nemici o tiepidi amici popoli che avrebbero dovuto combattere a fianchi. E se gli Slavi aiuteranno l'Austria a sottomettere l'Ungheria dice il Mazzini saranno pur essi puniti nelle conseguenze del loro errore, e maledicendo l'errore da essi commesso nel combattere i Magiari, sentiranno la necessità di una riconciliazione con essi.
Sopravvisse cosi, nonostante le delusioni, l'ideologia del 1848, propensa a credere che il dissidio fosse appianabile, in quanto l'ostilità degli Slavi dell'Austria fosse stata cagionata principalmente dalla istigazione e dalle insidie della camarilla di Vienna la quale, certo, aizzava le rivalità già esistenti che dovettero urtarsi fatalmente nel 1848-49. A questa conclusione giungevano numerosi pubblicisti che analizzavano il contegno di Jellachich sulle colonne dei quotidiani. Così per esempio: ce Kossuth e J ella chi eh nel Costituzionale Subalpino del 15 novembre 1848.2) Secondo, il Diario del Popolo,8) il Bano Jellachich: è un austriaco che condurrà a termine un'opera cominciata da un croato. Secondo VEpoca 4) di Roma del 21 ottobre 1848 i Croati hanno mostrato essere molto più grande in essi l'odio al Magiaro che lo stesso amore per la libertà . H Corriere Mercantile di Genova 5) reca la traduzione dell'autografo dello Zar diretto al Bano di Croazia: celo tenni dietro con viva simpatia le di Lei opera­zioni dal giorno in cui il di Lei "patriottismo fece brandire le armi per opporsi alle ten­denze sovvertitrici dell'Ungheria. Colgo quest'occasione per esprimere l'assicurazione della mia speciale estimazione. In un articolo intitolato: ce L'Austria e le nazionalità dell'Impero la Gazzetta di Roma6) scriveva: ce Trionfanti in Italia, minaccienti in Ungheria, coll'aiuto degli Slavi, i governanti dell'Austria credono che le nazionalità possono illudersi. S'ingannano, non tarderà il momento nel quale (gli Slavi) faranno ammenda dell'errore commesso . Commentando la vittoria dell'esercito meridionale ungherese nella battaglia di San Tommaso (Szent Tamàs) riportando l'articolo del Corriere Mercantile di Genova, un quotidiano romano scriveva: et Fu costante politica dell'Austria istigare gli Slavi contro i Magiari, cingendoli così come con una catena di popoli nemici. Per compiere questa ostile catena, la Corte di Olxnutz riunì al confluente della Sava con Danubio, i comitati di Petervaradino, di Bacz, di Baranya e parte del Banato sotto il nomo di nuova Vbiwodina. Il Patriarca di Carlowitz di rito greco non
1) Mise. Bis. A-3-18, Roma, BILL Stor, Mod. e Contempor.
*) A.I,n. 217, p. 949.
3) Genova, 11 ottobre 1848; A. I, n. 58.
*) Del 5 gennaio 1849.
si 4 dicembre 1848; A. XXL n. 282.
N. 4, p. 21.