Rassegna storica del Risorgimento
CERRUTI MARCELLO
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La missione del console Marcello Cernili nel 1849 291
muto, esercita colà tuia grande influenza. Speriamo aggiungeva il commentatore che la resistenza degli Ungheresi continui felicemente. Gli Ungheresi e noi abbiamo eguale interesse a combattere lo stesso nemico. Essi provano abbastanza la delusione della fiducia dell'Austria e l'amicizia che ci offrono è sincera perchè fra essi e l'Austria non vi è più transazione possibile. (Sullo stato della guerra in Ungheria* nella Gazzetta di Roma del 16 gennaio 1849).l)
Ad ogni modo, il sogno caldeggiato di trasformare l'Impero degli Asburgo in uno Stato costituzionale dove gli elementi slavi avrebbero avuta la preponderanza, era nel 1848-49 troppo prematuro e anche più tardi, ripreso nei piani dell'Arciduca Francesco Ferdinando, venne impossibilitato dagli Slavi stessi, or Nous fumes ecrasés en proie de cette guerre de race qu'on avait suscitée en exploi tant des sentiments de rivalités de race, de religion ou simplement jalousic de voisins, à nous survhrants du grand nau-frage une mission restait: faire voire que l'existence d'une Hongrie indépendante est une nécessité pour l'équilibre et la stabilite de l'Europe diceva Kossuth nella sua tarda vecchiaia.2) Il generale Carlo Zucchi, scoprendo nel mancato accordo la causa non ultima del disastroso esito delle insurrezioni del 1848-49, additò il modo di rialzar ancora la loro fortuna: Unicamente quando le razze abitatrici dei monti e delle lande ungheresi i scriveva egli nelle sue ricordanze si daranno la mano in un pensiero di ravvedimento e si tramuteranno di nemiche in alleate dell'Italico Regno, staccandosi per sempre dall'Austria, esse tutte troveranno soddisfacimento e l'Europa avrà felici anni di pace .3)
Comunque se il Governo piemontese avesse inviato già un anno prima un suo rappresentante, probabilmente avrebbe potuto ottenere maggiori risultati del Cenuri che doveva iniziare la sua delicata attività soltanto alcuni giorni prima di Novara e pochi mesi prima della resa delle truppe ungheresi.
Nominato console del Regno di Sardegna a Belgrado, Marcello Cerniti,4) dopo una sosta di parecchie settimane ad Istambul, giunse a destinazione il 18 marzo 1849. Il suo incarico era in stretta connessione con l'invio in Ungheria del barone Alessandro Monti e con l'attività svolta a Torino dal barone Lodovico Splényi. Mentre il Monti è stato richiamato dopo la dimissione di Gioberti, e lo Splényi venne trasferito da Torino a Costantinopoli, il console Marcello Cerniti è rimasto a Belgrado sino alla fine dell'anno.
Nelle istruzioni al Monti, elaborate da Cristoforo Negri,5) leggesi infatti: Riavvicinare agli interessi magiari quelli delle popolazioni austro-slave e condurle ad una conciliazione ed unione ai Magiari, onde valersi insieme a combattere il comune nemico. In una lettera diretta al Monti e consegnatagli a Belgrado, il Ministero degli Esteri scriveva da Torino in data 3 marzo 1849: ce Ancora si possono conservare speranze di prolungata nazionale difesa in Ungheria, e cresce ogni di la lusinga che a noi si rendano
') Gazzetta di Roma., 16 gennaio 1949, n. 12, p. 73.
2) Souvenirset Ecrils de mon exit par KOSSUTH; Paris, Plon, 1880 (Avant Propos).
) Memorie del generale Carlo Zucchi, per cura di NICOMEDE BIANCHI, Milano, 1861, pp. 120-121.
4) Nato a Genova nel 1808, morto a Roma, nel 1896; senatore dal 1870. Nel 1863 fa Segretario Generale agli Esteri. Fu ambasciatore m Argentina, negli Stati Uniti, nella Spagna, Turchia, Persia.
é Torino, 27 dicembre 1848, in F. BETTONT CAZZAGO, Gli Italiani nella guerra d'Ungheria 1848-49, Milano, 1887.