Rassegna storica del Risorgimento

CIPRIANI LEONETTO
anno <1917>   pagina <788>
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j.-. Mordivi*
tanto restituiti in via eccezionale: fra tanti prigionieri era la prova ohe non si trovavano nelle stesse condizioni di quelli.
Queste osservazioni erano giuste, ma gli ordini del maresciallo essendo precisi, il governatore rispose che o accettavano o sarebbero partiti pel Tirolo coi loro compagni.
Era dura, era un'enormità per tuo padre particolarmente, ma bisognava piegare la fronte alla violenza. Chiesero un giorno per ri­flettere e decisero accettare, perchè se non potevano essere utili alla -guerra potevano esserlo in Toscana, perchè Leonetto sperava essere sciolto dal giuramento presentandosi a Radetzky, ed infine perchè i compagni li scongiuravano ad accettare nell'interesse di tutti.
La separazione fu dolorosa, perchè tra pochi giorni i prigionieri dovevano partire pel Tirolo, da dove furono internati in Boemia. I facoltosi avrebbero anche lì potuto procurarsi tutti gli agi della vita, ma i poveri, ed eran molti, avevano in prospettiva una caserma, un tozzo di pane e trattamenti brutali.
STon potendo ajutar tutti, tuo padre divise fra gli amici e i co­noscenti il resto dei cento napoleoni del Basevi e gli altri cento le­vati dagli stivali. E non bastando chiese al Basevi di scontargli un'altra tratta di 5,000 franchi. Questi accettò, e licenziandosi gli diede di soppiatto una lettera, e gli disse di avvisare Garlo Alberto che sì stava preparando una spedizione segreta di 25,000 uomini verso il Po a Cremona, e che i dettagli erano nella lettera*.
La mattina del 30 giugno partirono accompagnati da due parla­mentari, il capitano Cavriani } degli usseri per tuo padre, e un capi­tano tirolese per gli altri, e agli avamposti furono consegnati al Municipio, non essendovi autorità militare. Leonetto partì per Brescia -ove era il quartìer generale del Corpo toscano.
Il Laugier gli venne incontro a braccia aperte, ed egli gli espose come era stato costretto a dare la sua parola d'onore di non servir più contro l'Austria, come ciò fosse per lui una catena insopportabile, e come Laugier avendo avuto la colpa di tutto doveva promettergli di chiedere al Radetzky di scioglierlo dal giuramento, e occorrendo accompagnarlo dal maresciallo, il generale che aveva squisito sentire e cuore generoso accettò, aggiungendo : Se dovessi chiedere la tua grazia in ginocchio lo farò .
Raccontò poi a tuo padre le ansie mortali provate non veden­dolo tornare, e dome accortosi dello sbaglio commesso mandò a
1 B conto Ladislao Oavriani, del ramo austriaco della famiglia omonima di Kantovft.