Rassegna storica del Risorgimento
MARINA
anno
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1950
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pagina
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311
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1/UFFICIO STORICO DELLO STATO MAGGIORE HH DELL'ESERCITO NELL'ULTIMO DECENNIO B
I - L'OFFICIO STORICO DURANTE GLI ANNI DI GUERRA
Prima di trattare della specifica attività deUtrffido Storico dello S. M. dell'Esercito, ritengo non privo di particolare interesse un cenno riguardante le vicende di questo Ente, nel trascorso decennio.
L'ultimo congresso dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano fa infatti tenuto a Torino nell'ottobre del 1938 e fa quella l'ultima volta nella quale sia stato pubblicamente riferito ebrea la vita e l'attività dell'Ufficio Storico allora del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Da quei giorni si susseguirono travolgenti ed eccezionali vicende nelle quali anche l'Ufficio Storico fu coinvolto in pieno: si può oggi affermare che, durante il loro corso, esso ha attraversato e superato la crisi più grave della sua esistenza, ormai poco meno che secolare.
Il 10 giugno 1940 trovò questo Ufficio dislocato a Roma, nella sua sede normale dove, pur senza cambiare quest'ultima, adeguò le sue mansioni alle esigenze di guerra ed alla raccolta del voluminoso ed importante materiale che proveniva dai comandi e dalle unità dell'Esercito: diari storici, relazioni, carteggio e documenti di carattere vario.
Nel 1943, in relazione all'andamento della guerra stessa e all'intenzione di costituire Roma città aperta, venne adottato il provvedimento di sfollare da Roma numerosi enti militari. Fra questi fu compreso anche l'Ufficio Storico che, destinato alla sede di campagna di Orvieto, vi si trasferì nel mese di maggio, al completo del suo personale e dei suoi archivi che costituivano un ingente carico di circa 120 tonnellate di materiale.
Rimase a Roma, presso il Ministero della Guerra, la sola Biblioteca centrale militare, organo dell'Ufficio stesso.
Era allora Capo dell'ufficio il gen. di div. Francesco Biondi-Morra. Ne facevano parte, oltre agli ufficiali del quadro permanente, anche insigni studiosi, ufficiali di complemento, quali il ten. col. prof. Alberto Maria Ghisalbcrti, il magg. prof. Luigi Coppa ed altri.
Per meglio valutare gli avvenimenti successivi occorre ricordare che la riparti-tizione, in Orvieto, di questo complesso ente, non era stata facile ed aveva già in sé pericolose premesse di dispersione dei prezioso materiale storico, nel caso si fosse dovuta presentare una situazione di emergenza.
L'Archivio era sistemato nel Musco del Duomo, gli Uffici, le Sezioni, la Biblioteca Interna, suddivisi fra il palazzo Faina, il Circolo Momi echi òli ed altri locali. Al voluminoso carico del materiale portato da Roma, si aggiungevano dal maggio al settembre 1943 i continui arrivi mensili delle vastissime documentazioni di guerra.
In questa situazione sopraggiunse l'armistizio dell'8 settembre. Fu allora cura immediata dal personale dell'Officio quella di impedire che si disperdesse o cadesse in mano dei Tedeschi il materiale storico. Non era tuttavia possibile occultarne in luogo sicuro e ignorato la grande mole e perciò fu provveduto ad una rapida selezione di documenti di particolare riservatezza e più delicati, quali erano quelli riguardanti le campagne in Africa settentrionale e in Russia, che vennero riportoti a Roma ed occultati per tatto il periodo dell'occupazione tedesca.