Rassegna storica del Risorgimento
MARINA
anno
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1950
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pagina
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313
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L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore, ecc. 313
Che cosa era intanto avvenuto del materiale storico trasferito al Nord ? Nel novembre 1943 un esponente dell'Esercito repubblicano, in Orvieto, aveva assunto la direzione di un nuovo ufficio storico che si potrebbe chiamare della Repubblica di Salò, e che ebbe per prima dotazione il materiale reperibile in Orvieto stessa.
Come già accennato, il personale dell'Ufficio, rimasto fedele al Governo legittimo, aveva fatto sì che una grande parte degli archivi fosse stata posta in salvo. Tuttavia, data la fortissima consistenza di questi ultimi, risultò che anche il materiale storico caduto nelle inani dei repubblicani eia di mole e di interesse molto rilevanti.
n nuovo ufficio, repubblicano, nel gennaio 1944 fu trasferito da Orvieto a Trc-score (Bergamo), con un viaggio, in parte per ferrovia, in parte per via ordinaria, disastroso per i documenti, che giunsero, molti danneggiati e quasi tutti in condizioni di profondo disordine per manomissioni o sfasciamenti degli imballaggi.
Vicende varie fecero si che nel novembre 1944 un'alìquota di materiale, notevole per mole e per importanza, poiché si trattava in grande prevalenza di carteggio del Comando Supremo relativo alla guerra in corso, fosse trasferita da Trescore a Villa Novara-Ardizzano (Verona). Malauguratamente questa aliquota di carteggio fu danneggiata da un incendio che ne distrusse parte rilevante, mentre altri atti furono nella stessa circostanza dispersi dall'inesperienza e dall'incuria di chi intervenne a sedare il fuoco. Non è facile determinare quale dei due danni sia stato il più grave. Sta di fatto che sono andate perdute, tra l'altro, anche copiose raccolte di allegati al diario storico del Comando Supremo. II testo di quest'ultimo potrà essere ricostruito con difficoltà, ma si spera quasi al completo; per gli allegati, invece, l'impresa si presenta purtroppo molto ardua e sotto certi aspetti addirittura impossibile, malgrado un assiduo lavoro di restauro di documenti semibruciati e di attiva indagine per rinvenirne eventuali duplicati.
Nello stesso periodo, inoltre, le autorità militari tedesche richiesero e mai restituirono all'ufficio storico repubblicano numerose cartelle relative alle fortificazioni alpine.
È onesto ricordare che, quando gli avvenimenti finali incalzavano e le autorità repubblicane ordinarono la distruzione di rilevanti raccolte di carteggio, allora recente e di carattere delicato, la distruzione non fu volutamente eseguita da alcuni ufficiali che ne erano stati incaricati.
Dal giugno del 1944 alla fine del 1946 fu provveduto alla ricostituzione della massa degli archivi dispersi, riportando a Roma tutto quello che con la graduale liberazione d'Italia poteva essere raggiunto e ricuperato.
Ufficiali dell'Ufficio Storico, appositamente inviati in missione, hanno svolto con appassionato zelo il lavoro delle ricerche; alcuni comitati di liberazione del Nord hanno reso ottimi servizi prendendo in consegna e custodendo temporaneamente carichi di materiale storico; enti militari vari hanno rinvenuto e trasmesso documenti da provenienze disparate e talvolta inattese.
SÌ è detto che alla fine del 1946 la massa degli archivi potava considerarsi ricuperata, ma ciò non toglie che altri rinvenimenti siano stati effettuati in epoca successiva e che tuttora continuino, aia pure con ritmo ovviamente ridotto.
Allo stato attuale si può affermare che le più preziose raccolte storiche sono state riportate ad un grado di integrità soddisfacente. Non altrettanto può dirsi circa il