Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1950>   pagina <325>
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Esuli italiani notte Isole Ionie (1849) 325
Lo stesso giorno 20 giugno, a bordo del trabaecolo pontificio, nominato lo Splen­dore del Vaticano, capitano Francesco Vccchini, che aveva inalberato bandiera bri­tannica, partirono da Ancona altri 97 compromessi, avviandosi alla medesima volta. Varano di tutte le età e condizioni e, si può dire anche, di tutte le regioni italiane. Vi predominavano, però, i sudditi lombardo-veneti, che erano ventisei tra i quali i possi­denti Antonio Tallini, già capitano, di Bassano, e Andrea Meneghini, di Padova,J) il tenente Luigi Rizzardi di Brescia, Giuseppe Clementi, fisico di Verona, Angelo Pre­vieti, militare e Antonio Lambelli, sarto, tutti e due di Rovigo, Paolo Biraghi, Fran­cesco Grippa, Luigi Ambrogini, tutti tipografi, di Milano. Seguivano, per maggior nu­mero, ì sudditi romani, tra i quali Giacomo Camporesi, di Ravenna, già governatore di Rimini, e prima di Spello e di Soliano,2) i capitani Antonio Costa di Forlì e Anacleto Cricca di Bologna,3) i possidenti Marco Gabrielli di Fano, Antonio Grilli e Rocco Cane-rini, tutti e due di Ascoli Piceno, il dottor Ciriaco Mancini, medico di Ancona, Pietro Veroli, maestro di Imola il tenente Ferdinando Boldrini, di Bologna, Giovanni Anto­nio Servadio, calzolaio, di Ravenna, Adolfo Rodolfi, di Sinigoglia e Luigi Boni, di Bo­logna, entrambi militari, Paolo Vassura, agricoltore di Ravenna ecc. V'erano, inoltre, quattro sudditi napoletani, i possidenti Giuseppe Del Cucco e Troiano Delfico De Fi-lippis, di Teramo, i militari Vincenzo Fuggi, di Salerno, e Francesco Rinforzi, di Na­poli; tre Parmensi (il possidente Luigi Conti, Francesco Ferrari e il domestico Angelo Centini); due Modenesi (il capitano Giovanni Araldi4) e il mosaicista Giustiniano Giusti), due Toscani (il cappellano Luigi Francesco Giambastiani, di Lucca, e il tenente Alessandro Sestini di Firenze). In fine, v'erano dieci Ungheresi, quattro Polacchi, un Francese, tutti ex militari.
Forse il giorno seguente, sempre da Ancona, partiva un altro bastimento ponti­ficio comandato dal capitano Luigi Zanelli, con a bordo altri 95 fuggiaschi ugualmente diretti a Corfù. Vi preponderavano i sudditi romani e la città di Lugo poteva vantare la più larga rappresentanza: Gio. Batta Samaritani ed Enrico Francia, possidenti,
'}') Come è noto, il Meneghini, dopo la rivoluzione dell' 8 febbraio 1848, aveva disimpegnate le funzioni di presidente del Comitato provvisorio dipartimentale di Padova e dopo il ritorno degli Austriaci, ri era rifugiato in Firenze, donde passava suc­cessivamente ad Ancona, a Malta, a Corfù, poi ad Ateneo, infine, a Torino. Già allora il M. godeva bella fama nel campo della scienza e più tardi rendeva segnalati servigi al paese sedendo sulla cattedra universitaria e nelle aule parlamentari. Cfr. M. Rosi, Dizionario del Risorgimento nazionale, Voi. Ili, p. 238.
z) Cfr. su di lui L. MISEROCCHI, Ravenna e Ravennati nel sec. XIX, Ravenna, 1927, p. III. Per un anno, dal 30 settembre 1847 al 27 settembre 1848, il Camporesi aveva diretto il Romagnolo che si pubblicava nella città nativo. Verso la metà di agosto, per il tramite del Console sardo, l'esule ravennate chiedeva il passaporto per Genova. ACC, Cons. di Sardegna, a. 1849, rapp. 14 agosto.
') Nelle sue Memorie, pubblicate dopo la sua morte, il Cricca cosi scriveva a pro­posito di questa partenza: Lo stesso giorno 20 giugno in un trabaecolo pontificio si imbarcarono per Corfù i capitani Costa, Cricca, Manzoni e Tolini, i tenenti Bosi, Fac­chini, Rizzardi e Stagni, la signora del dott. Luigi Boudoli, l'illustre e gentile poeta Luigi Mercantini, il signor Murri (padre al sommo clinico bolognese), Rocco Cenerini, Delfico di Teramo ed altri.... Cfr. A. CHICCA, Le Memorie di un veterano, in Rivista polìtica e letteraria, a. V, Roma 15 ottobre 1901, pp. 111-112.
4 ) Nell'agosto l'Araldi chiedeva, per il tramite del console Mosca, di far passag­gio in territorio sardo; Cfr. ACC, Cona. di Sardegna, a. 1849, rapp. del Console Corfù 19 agosto.