Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1950
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pagina
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326
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Ersilio Michel
Angelo Marabini, militare, Mariano Bedcschi barbiere, Gaetano Vividi ottonaio, Francesco Guitti, cuoco, Antonio Bncci, Francesco Ricci e Antouio Lattuga, lutti camerieri, ecc. Anche quelli delle altre città erano tutti di ornile condizione scarpellini, .muratori, domestici, caffettieri, calzolai, ad accezione di Orazio Longanesi, medico-chirurgo di Bagnaeavallo, di Albino Mingarini, di Viterbo, ed Enrico Ccntofanti di Urbino, studenti in legge. Molto numerosi erano anchei Veneti e i Lombardi: possono rammentarsi, tra i primi, Luigi Toflbli de Fabiani, ufficiale, di Udine; Giovanni Castelli, possidente, di Venezia, Francesco Conti, civile, di Treviso, Battista Pilotti, Domenico Timaco e Antonio Chiesa, agricoltori, di Rovigno; Luigi Rizzotti, canottiere, di Vicenza '); Alfonso Bandiera, militare, di Belluno; Angelo Burelli, droghiere, di Trento; Angiolo Pon-tirali, cameriere, di Verona, Giacomo Tornami, agricoltore, di Rovigo; Antonio Alaglieli, vetturino, di Padova ecc. E tra i Lombardi, Giovanni Gervasoni possidente di Crema, Pietro Danesi, Giovanni Bunoni e Angelo Pellegrini muratori di Mantova, Giovanni Sazzotti e Giuseppe Valli tessitori di Milano, Agostino Franzoni carrozziere di Brescia, Angelo Zacchi, domestico di Milano ecc. ecc. V'erano, poi, tre Modenesi (Prospero 0situo libraio; Rotilio B aschieri, tintore e Ludovico Dolcieri, stalliere), un Toscano (Leonardo Benedetti, maestro di Fisa) e due Svizzeri ex-militari.
Il viaggio dei due trabaccoli durò, rispettivamente, otto e nove giorni. Uno dei fuggiaschi, il poeta Luigi Mcrcantini di Ripatransone, che non è rammentato nei due elenchi dei viaggiatori trasmessi dal console Mosca alla Segreteria di Stato, ma che, secondo riferisce il Cricca, si trovava a bordo del primo trabaccolo pontificio, poco dopo il suo arrivo, mandava notizie di sé al padre:
... La sera di sabato scorso, dopo sette giorni di navigazione, siamo entrati in Corfù. E cosa incredibile a descriversi Vamore fraterno con cui gli abitanti di questa città ci hanno accolto. Io spero di potermi guadagnare il pane con quel poco dHngegno che Dio mi ha dato. Bisogna, però, che io aspetti ancora un poco, e intanto mi ingegnerò di vivere alla meglio con quel po' di denaro che mi hanno dato gli amici. 2) Pazienza! per un mese si camperà e se per disgrazia, poi, non potassi aiutarmi in nessun modo, troverò qualche anima pietosa che mi darà un pane per mangiare. E quest''anima pietosa Vavrei già trovata, perché, appena giunto, un Anconetano, accasato qui, è venuto a trovarmi e mi ha tenuto in sua casa, fin che non ho trovato la camera e mi ha detto che in qualunque caso egli mi considererà come un suo fratello e mi terrà con sé. I buoni e caritatevoli si trovano da per tutto. Date un bacio per me ai miei cari fratelli che io ho sempre dinanzi agli occhi !... Caro babbo, mi avete voi benedetto? sentite voi ira o compassione per me? Oh, se vi fossi vicino, quante cose avrei a dirvi! State consolato! Io spero che ci rivedremo presto e che non sarete per rigettare dalle vostre braccia il vostro affezionato e sventurato figlio !3)
0 Era nato il 26 gennaio 1829 ed aveva preso parte alla campagna del Veneto, rimanendo ferito a un piede. Dimorò prima a Corfù, poi a Cofaionia e quindi a Zante, ove visse onoratamente facendo il tappezziere. Morì nel febbraio 1884. Cfr. F. Roc-CHEGIANI, Gl'Italiani Grecia, Bari, Humanitas, 1915, pp. 241-242.
2) Appena sbarcato, H povero esule veniva derubato del poco danaro che possedeva, sì che scriveva alla sorella: ... Se non era una lettera di raccomandazione a una persona che sta qui, ma italiana di origine, bisognava che io andassi a domandare l'elemosina, almeno per i primi giorni..* Cfr. S. TOPI, Luigi Mercantini, Macerata, 19G5. pp. 27 sgg.
3) Copia di questa lettera, in data Corfa 4 luglio 1849, mi fu cortesemente comunicata dal compianto ovv. Alceo Speranza di Grottantmate, insigne e benemerito