Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1950
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pagina
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333
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Esuli italiani nelle Isole Ionie (1849) 333
da parecchi anni stabilito a Corfù, quale registratore della Direzione della polizia esecutrice, *)
Grazie alle premare dell'amico Andrea Mustoxidi, coi era stato vivamente raccomandato da Emilio Tip aldo, ionio di nascita ma dimorante da tempo a Venezia, 2) il Tommaseo poteva godere di qualche maggiore comodità. Infatti il Mustoxidi in una lettera che non reca data, ma che è quasi sicuramente del 1 settembre* scriveva al Tommaseo:
.... Un mio cognato, Economidis, vi ha spedito ieri sera due materassi, due Ieri-zuoli, due guanciali, due asciugamani, due forchette, due coltelli e due tovaglioli.... Vi si aggiunge il calamaio e la spazzola. Se altro desiderate, valetevi dell'opera nostra, avendo tutti e Irei cognati un solo e fraterno animo per voi. Nell'ultimo giornale locale si fa men* none del vostro arrivo.3) Emilio mi raccomanda il sig. Da Camin. Se posso essergli utile in qualche cosa, voglia farmelo sapere. Forse domani sera andrò in campagna* ma non son distante dalla città tre miglia e i miei cognati faranno le mie veci e io stesso posso aver le vostre lettere, quando le dirigiate alla farmacia Colla. 4)
Il giorno seguente, deciso ormai a fermarsi per qualche tempo a Corfù, il Tommaseo chiedeva al Mustoxidi un altro favore singolare:
Non so quando io m'esca da quù Se mi lasciano a Corfù qualche tempo, vorrei poter avere una stanza a buon patto e potermi far da mangiare a mio modo, giacché meco vive per ora un altro esule il quale può essermi pio di qualche assistenza. Richiedesi dunque un altro stanzino per lui e Fuso della cucina in casa di gente paziente ed umana.,. Per
1) Ved. Daniele Manin intimo. Lettere, diari, ecc. cit., p. 238; A. ABRUZZESE, Iprimi esuli veneziani dei J849, in Gazzetta di Venezia, Venezia 26 gennaio 1950. L'art., assai interessante, è redatto sulla scorta di una serie di lettere di A. Perissinotti, cognato del Manin e compagno volontario di esilio, esistenti in MCV, Documenti Manin. B. XXVIII. V'è anche tra questi documenti una nota dei profughi veneti che s'imbarcarono poi per Malta.
2) Ecco la lettera del Tipaldo al Mustoxidi: Venezia 28 agosto 1849. Andrea mio, reputo inutile raccomandare il Tommaseo. Tu sai l'amicizia che a lui mi stringe. Tu fagli dunque le più liete accoglienze, sicuro di farle a me stesso. Non dico di più. Qual vita noi conduciamo egli potrà, meglio d'ogni altro, dirti. Prega per noi e ama sempre il tuo E. Còme si sa, il Tipaldo, che professava idee liberali, era stato maestro, al Collegio di Marina, a Venezia, dei fratelli Bandiera, di Domenico Moro e di tant'altri ufficiali che diedero poi il loro nome alla Esperia.
3) Gazzetta degli S. U. delle Isole Ionie, n. 55, Corfù 1 settembre 1849.
*) M. LASCABIB, N. Tommaseo ed A. Mustoxidi, in Atti e Memorie della Società Dalmata di storia patria, a. 1934, p. 31.
Il giorno prima, forse, il Mustoxidi ai era recato a far visita al Tommaseo nel Lazzaretto, dove, nota lo stesso profugo dalmata, per altri sospetti che del colera, imperversante in Venezia, rinchiuse gli sbanditi il governo inglese, informato di lunga mano sinistramente dal Console, cui pareva hello nelle sue lettere denigrare l'assediata città... E continua: II Mustoxidi, accertatosi ch'io nulla chiedevo alla terra d'esilio, se non il refugio dell'esilio, mi proflerse la cittadinanza, la quale, secondo lo Statato, è fatta abilità di donare a stranieri che abbiano qualche nome. Non accettai, si perché la cittadinanza, nel mio sentimento, è assai più obbligo che diritto, sì perché questo diritto era appunto allora conteso da lui e da altri a Pietro Bratta, come a nato di genitori epiroti . N. TOMMASEO, Cronichetta del 1865-66 a cura di Giovanni Gambarin, Firenze, Le Mounier, 1940.