Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
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1950
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Ersilio Michel
sottrarmi ad ogni profferta che obbligherebbe troppo la mia gratitudine e renderebbe servo il mio tempo, giova appunto che io possa mangiare in casa ed abbia cagione accettabile di non accettare invito nessuno: che mal si converrebbe alla condizione mia di esule altamente addolorato e alle abitudini del viver mio. Per scegliere siffatta casa dove si possa impunemente e con pudore esercitare la sacra povertà de1 proscritti, a voi mi raccomando e a" vostri buoni cognati. Vorrei potere dal Lazzeretto non passare all'albergo e molto meno in casa privata ad altro tìtolo che di pigione.....
In un biglietto senza data, ma fosse dello stesso giorno, il Mustoxidi rispondeva all'amico:
... Questa mattina ho data la guarentigia alla Polizia. La nostra cittadetta offre pochi buoni alloggi e molti forestieri. Ma poiché non volete lasciarci esercitare il sacro ufficio di ospitalità, ho cercato alla meglio quello che potesse fare al caso vostro. La famiglia che appigiona le camere e la cucina in comune è d'uomini pazienti, come voi richiedete, ed umani. Non è la casa in luogo assai allegro, ma centrale. È in faccia alla casa dei miei due cognati. La pigione è un pò* cara, forse per le presentì vostre circostanze, ma non per Corfà. Si tratta di un mese. Vedrò se potrò ridurla a 15 giorni, perché possiate, o continuare ad abitarla, o rinunciarla. Insomma farò il possibile; ma vi prego di non spingere tanto la vostra delicatezza da rendere inerte il desiderio, anzi Fobbligo de* vostri amici di alleviare possibilmente la vostra sventura, *)
La sera del 7 settembre entrava nel porto di Corfù un brigantino austriaco, con a bordo altri 54 profughi da Venezia: tra gli altri Giorgio Merryweather, nipote del Manin, i colonnelli Pietro Fortunato Calvi e Belluzzi, e Radonicich, Janxich, Bajo, Pellis, Grondoni, Gaspare Mòro, Veruda. Pochi giorni dopo il console Mosca riferiva al cardinale Antonclli, a Gaeta:
... XI brigantino... si trova tuttora ancorato a guardato a vista, e si sta in attenzione di veder comparire gli altri bastimenti, essendo qui slato designato il punto di riunione di tali soggetti..., per poi dirigerli altrove... 2)
Infatti, Fll, giungevano altri cinque battelli, sui quali erano imbarcati altri numerosi fuggiaschi da Venezia; ma non furono ammessi a Ubera pratica, si che nei giorni successivi dovettero proseguire il viaggio alla volta di Patrasso, ove presero terra tutti coloro che vollero restare in Grecia o trasferirsi in Turchia.3)
Frattanto i primi arrivati, ed ammessi, continuavano a scontare la loro contumacia, nel Lazzaretto. Le lunghe ore della giornata trascorse insieme, l'uno a fianco dell'altro, in luogo ristretto e limitato, le angustie e le tribolazioni insieme sofferte, le comuni ansie e trepidazioni per l'avvenire stringevano sempre più tra di loro i vincoli d'amicizia, di solidarietà di fratellanza.
') M. LASCABIS, N. Tommaseo ed A. Mustoxidi, cit,
2) ÀSV, Segr. di Stato, 165. Polizia: Consoli, n. 11338, rapp. Corfù 11 settembre 1849; AST, Cons. a Corfh, a. 1849 e ACC, Cons. di Sardegna, a. 1849, rapp. Corfù 14 settembre: ... Finora non gli hanno permesso non solo di passare al Lazzeretto, ma tolto anche ogni comunicazione con qualsiasi persona.
3) ASV, Segr. di Stato, 165. Polixiat Consoli, n. 11388, rapp. cit.; F. ROCCHE-GIANI, G* Italiani in Grecia, cit., p. 150. Afferma questo scrittore che i bastimenti carichi di profughi erano rimorchiati dai piroscafi Pio IX, Achille, Città di Ravenna e Città di Venezia. Veti-, anche F. SrnoVIEKI. Ricordi politici e militari, Roma, 1894, p. 31 e Daniele Manin intimo. Lettere, diari ecc. cit., pp. 238-239.