Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1950
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335
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Btli italiani nelle Isola Ionie fi849) 335
Nondimeno, dato lo stato d'animo, d'angoscia e di dolore in cui vivevano, non mancavano di verificarsi tra di loro, e più specialmente tra i capi, piccoli screzi e recìproche recriminazioni. Francesco Corrano, biografo del Pepe, riferisce uno di questi incresciosi ma pur significativi episodi:
... Così il Generale sbarcò a Carfh. Quivi stando nel Lazzeretto col Manin, col Tommaseo e con aUri primati, sotto il governo inglese, a purgagione, una notte al chiaro di luna, ragionando insieme aV casi di Venezia, éi notava d'inobbedienza militare al Rtzzardi assente. Improvviso levassi il Manin contro, con aspre parole; ma gli faceva il Pepe un brutto scherzo, se a tempo non interveniva il Tommaseo venerando. Non peccato, gravi, cotali subiti sdegni, nel comune dolore per Venezia misera, e subito attutati; pur giova dirli, perchè vie meglio si veda come d''irreprensibili non vi ha che i santi...l)
Il 13 settembre fu comunicato agli esuli che potevano finalmente lasciare il Lazzaretto ed entrare in città. Scriveva il Perissinotti, in una delle accennate lettere, che la grazia concessa con un solo giorno di anticipo fu accolta dagli ospiti con lo stesso giubilo con cui dai prigionieri si vedono, anche per qualche ora prima, aperte le porte del carcere... . Venuto a contatto con la popolazione e fattasi presto un'idea dell'ambiente corcircse. Io stesso esule notava più. tardi che l'isola comprendeva popolazioni etnicamente e religiosamente distinte che sapevano vivere insieme; ma gli Inglesi e gli isolani erano razze destinate a fondersi mai, né ad avvicinarsi: e... Per noi italiani il battito di ogni cuore ben nato è, e sarà sempre l'Italia libera ed una, così per lo spirito ellenico ogni desiderio è riposto in una Grecia sola, senza dominazione straniera, di qualunque mantello le piaccia coprirsi e di qualunque nome voglia inorpellarsi... 2 La sera seguente, 14, giungeva a Corra VIcaro, l'ultimo degli otto legni mercantili, sui quali si erano imbarcati a Venezia non meno di 650 fra proscritti e profughi. I primi esuli, appena usciti, si può dire, dal Lazzaretto, si recavano in buon numero sulla spiaggia, ansiosi di rivedere e riabbracciare i compagni e speranzosi che si volesse concedere almeno a questi ultimi lo sbarco e l'ammissione, sia pure con le dovute cautele. Ma li attendeva un'amara delusione: il Governatore britannico si manteneva inesorabile e non permetteva a chicchessia di scéndere a terra: bisognava senza indugi proseguire il viaggio alla volta di Patrasso. Il bastimento si manteneva quindi al largo: solo a pochi di essi, tra cui il Berlan e il Malfatti, si permetteva di recarsi con una barca al Lazzaretto per far visita al nipote del Manin. Durante il breve tragitto, la barca s'incontrava con un'altra, sulla quale si trovava l'ex Dittatore di Venezia, che era andato, anche lui, al Lazzaretto per salutarvi, l'ultima volta, i compagni. Il Malfatti riconobbe da lontano il Manin e, alto com'era, in piedi nella sua borea, agitò il cappello in segno
i) F. CABRANO, Vita di Guglielmo Pepe, Torino, 1857, pp. 222-223. Ved. anche: R. CIAMPINI, Tommaseo e Manin Storia di una grande ingiustizia, in Nuova Antologia* Roma 16 gennaio 1943, pp, 126 sg.
2) A. ABRUZZESE I primi esuli veneziani del 1849, art. cit. Ved. anche la Gazzetta Piemontese, n. 561, Torino 22 settembre 1849. Lo stesso giorno 13 il generale Pepe mandava notizie di sé a Nicola Kabrizi. Cfr. il giornale La Concordia, II, n. 229, Torino 24 settembre 1849. Altre lettera gli indirizzava il 19 dello stesso mese, essendo ancora in Corro. Cfr. T. PALAMENGHI CRISPI, Documenti del Risorgimento Italiano, nella rivista Roma, a. II n. 23, Roma 5-12 giugno 1898, p. 520, Cfr. anche ROL, C O. 136 Ionian Islands, voi. 134, doro, vari, e più specialmente lett. del a Forcign Onice al Colonia! Onice, Londra 29 settembre 18494