Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1950>   pagina <337>
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Esuli italiani netta Isola Ionie (1849) 337
mi ordina rilasciare passaporti per i Regi Stati ai Sigg. marchese Antonio Paolucci, Ric­cardo Acton, Giovanni Araldi ... Oggi ho vidimato il passaporto del sig. generale barone Pepe per transitare i R. Stati* non che a tre dei suoi uffizioli superiori, cioè Damiano As­sunti, Enrico Coseni e Francesco Corrano, tutti destinati per Marsiglia e domani parti­ranno. Anche il sig. Manin lascerà questa Isola fra qualche giorno dirigendosi per Malta, donde poscia passerà in Francia. Il sig. Lorenzo Graziani, figlio del vice-ammiraglio, entrambi qui dimoranti, mi ha fatto domanda per implorare la permissione di stabilire la sua dimora in Genova... Un altro ufficiale della Marina veneta, Carlo Alessandri, chiede pur esso un passaporto e la facoltà di fissare il suo domicilio nella stessa città...1)
ì on erano esatte le notizie riferite dal Console sardo circa la partenza del Manin, del Pepe e dei loro compagni alla volta di Malta e di Marsiglia. Non a gruppi, ma tatti insieme, il 22 settembre salivano a bordo del piroscafo inglese Antilope. Ma di tutti gli arrivati e ammessi ne partivano solo diciotto: gli altri erano decisi a trattenersi per qual­che tempo nell'isola, almeno sino a tanto che non avessero ottenuto dai governanti pie montesi la facoltà di sbarcare a Genova e di dimorare in territorio subalpino. Alle 10 antimeridiane si trovavano al luogo di imbarco non solo i partenti, ma anche quelli che rimanevano a Corfù o vi avevano preso dimora già da qualche tempo, come Giu­seppe Camillo Mattioli e Tommaso Gar. A quanto pare, mancava, solo, il Tommaseo si che la sua assenza era particolarmente notata nel suo diario dal Pcrissinotti:
... Mentre eravamo ancora a Corfù, sul piccolo molo per imbarcarci e stavano li raccolti tutti quelli che rimanevano, tra la tristezza dei'saluti, io con gli occhi cercava una faccia che non m1era punto simpatica; pure la cercava, perchè in quel momento ogni con­trarietà in me era spenta od assopita; ed io sentiva il bisogno di dare un cordiale saluto ad un presente, che fu uno degli iniziatori della nostra rivoluzione, e che la sventura ci aveva dato a compagno di viaggio per il primo tratto. Quella faccia né c'era, ne compariva, né comparve mai. La contrarietà spenta, od assopita, rivisse e si ridestò nel mio cuore più gagliarda e più pronunziata. Oh! chi, in quei supremi momenti, resta sotto il dominio di un gretto amor proprio, e non sente invincibile il bisogno di riconoscere come fratello lo sventurato che si divide da lui, dimenticando ogni precedente rancore, oh egli è uomo ben basso e per giusta punizione ei deve essere ben infelice!...ì
Tra la più viva commozione si scambiavano gli ultimi abbracci, le ultime strette di mano. L'abate da Camin tra gli altri ce si avviticchiava tanto a ciascuno che quasi a forza doveva essere divelto . Alle 11 in punto quelli che non partivano
J) AST, Esteri. Cons. a Corfù, a. 1849, e ACC Cons. di Sardegna, a. 1849, lett, cit. Per il Graziani, Cfr. G. CAPPELLO, Le famiglie Graziani e Bandiera nel Risorgimento italiano. Rocca S. Casciano, L. Cappelli, 1912; e per l'Alessandri: V. MARCHESI, Storia documentata della rivoluzione e della difesa di Venezia, negli anni 1848-49, Venezia, Istituto Veneto di arti grafiche, s. a., p. 136.
z) Cfr. A. ABRUZZESI, I primi esuli veneziani del 1849, cit, e Con gli Esuli vene­ziani da Corfù a Marsiglia, in Gazzetta di Venezia 5 aprile 1930. Ved. anche la Gazzetta Piemontese, n. 621, Torino 8 ottobre 1849, e la Concordia, a. II, n. 248, Torino 16 ot­tobre 1849. (Un corrispondente da Corfù riferisce che all'atto della partenza dei pro­fughi, alcuni facchini, pagati dall'agente del Lloyd austriaco, gridavano: Abbasso ai repubblicani! Viva l'imperatore!).
Sui rapporti Manin-Tommaseo in quell'anno fortunoso, cfr.: R, CIAMPINI, Tom­maseo e Manin. Storia di una grande ingiustizia, cit.; e Vita di iV. Tommaseo, Firenze, G. C Sausoni, 1945.