Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
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1950
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Ersilio Michel
discendevano nei loro scafi e poco dopo la nave, levate le ancore, si metteva in moto: E noi continniamo, scriveva il Pcrissinotti, a rinnovare, e con maggiore strazio, i soluti e gli auguri più affettuosi, finche possiamo, prima con la voce, poi con le moni e con gli occhi, poi coi fazzoletti... e poi tutto è finito... ')
Il duro contegno dell'Alto Commissario nei riguardi dei fuggiaschi da Venezia non incontrava l'approvazione dei cittadini ioni, particolarmente di quelli che militavano nel partito nazionale e che vagheggiavano l'annessione delle Sette Isole alla Grecia. Non erano punto diminuiti i loro sentimenti di avversione e di ostilità nei riguardi dei governanti britannici; anzi si erano intensificati in seguito ai più recenti avvenimenti. Alla fine di luglio era stata accordata l'amnistia a tutti quelli che erano resultati meno compromessi nella rivoluzione di Cefolonia, del settembre dell'anno precedente;2) ma da quest'atto di clemenza, del resto assai limitato nell'estensione, non si conseguirono quei vantaggi di pacificazione che si erano sperati da parte delle autorità politiche. Infatti, di li a poco, sulla fine di agosto, nella medesima isola, scoppiava una nnova e più violenta insurrezione che, per altro, veniva presto domata con la legge marziale, cioè con spietate persecuzioni, arresti in massa e condanne capitali. In data 13 settembre, un corrispondente poteva scrivere da Corfù a un giornale subalpino: ... L'insurrezione di Cefalonia può dirsi vinta. In seguito alle energiche misure adottate, non v'ha più che un avanzo di circa 40 insorgenti rifugiatosi sulle montagne, ove sono circondati dalle forze armate e dovranno necessariamente arrendersi. Ebbero luogo parecchie esecuzioni militari e altre se ne attendono ....3)
In seguito alle informazioni segrete comunicate da persona meritevole di fiducia, ma che non intendeva, però, di essere nominata, le autorità britanniche locali ebbero forti motivi per sospettare che la ribellione cefalena non fosse un episodio di per sé stante, ma facesse, invece, parte di un piano rivoluzionario molto più vasto ed esteso, non limitato, cioè, alle sole Sette Isole, ma anche all'Italia, alla Grecia e agli altri paesi dell'Europa che aspiravano alla loro emancipazione politica. Così, nella notte dal 30 settembre al 1 ottobre, in seguito ad un ordine di alta polizia vennero tratte in arresto a Corfù sette persone: il colonnello Livio Zambeccari, dì Bologna, Stefano Valiano, cefaleno, Gio. Batta Scarpa, veneziano, ma da molti anni impiegato negli unici della stessa polizia locale, Pietro Quartano e Pietro Calogerà, entrambi corfioti, Rocco Ca-nerini di Napoli e Antonio de Filippi Melgussi, dimorante da lungo tempo nell'Epiro. Dopo l'arresto e l'imprigionamento, isolato, delle persone nominate, gli stessi agenti di polizia procedettero a minute e diligenti perquisizioni nei domicili dei singoli prevenuti, sequestrando una discreta quantità di carte e documenti.
') A. ABRUZZESE, art. cit. e Daniele Manin intimo, cit., p, 241.
2) ROL, C. 0. 136. Ionian Islanda, voi. 132. n. 50, rapp. dell'Alto Commissario, Corfù 15 settembre e risposta del Colonia! Onice, Londra 8 ottobre 1849. Ved. anche Gozzetta straordinaria degli S. U. delle Isole Ionie, Corfù 1 agosto 1849.
3) Gazzetta Piemontese, n. 579, Torino 2 settembre 1849. Lo stesso corrispondente dichiarava che l'insurrezione cefalena fosse stata fomentata più probabilmente dalle società segrete e in par ti colar modo dalla Giovine Ionia, che propugnava l'annessione delle Sette Isole olla Grecia e la formazione di una Repubblica ellenica. Aggiungeva che Cefalonia e Zante erano più greche di usi e costumi di Corfù.
Sugli avvenimenti rivoluzionari di Cefalonia, sull'arrivo della flotta inglese nelle acque dell'Isola e sulla spietata repressione Cfr. ASV, Segr. di Stato. 292. Cons. a Corfù, rapp. cit. del console Mosca, Corfù 11 settembre 1849.