Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1950>   pagina <345>
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Esuli italiani nelle Isole Ionie (1849) 345
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Nella maggior parte, per non dire nella quasi totalità, gli esali nostri parteggia* vano e simpatizzavano coi liberali e coi patrìotti ioni. Tuttavìa, resi prudenti e guar­dinghi da quanto era capitato allo Zambeccarì e ai suoi compagni, si guardavano bene dal manifestare pubblicameute i loro sentimenti e, tanto più, dall'immischiarsi nelle trame rivoluzionarie e nelle competizioni locali. Così Luigi Mercantini ed Edoardo Fusco si limitavano ad esaltare in versi l'amor di patria, a celebrare i loro amici caduti nella prima guerra d'indipendenza, a deprecare la misera fine delle battaglie combattute, ad auspicare sorti più propizie e vittoriose alle lotte future. Particolarmente notevoli, del Mercantini, i canti dedicati a Corcira, a Colomba Antonietti, caduta eroicamente nella difesa di Roma contro i Francesi, allo slancio patriottico delle donne bolognesi di fronte all'occupazione austriaca; e, del Fusco, le poesie intitolate: ce II Profugo, che dedicava alla sua terra natale, re L'Angelo della Morte, consacrata alla memoria del suoi amici Luigi La Vista, Angelo e Giuseppe Santino, Gustavo Morbilli, fiori di ingegno, di valore e di martirio, caduti il 15 maggio dell'anno precedente sulle barri­cate di Napoli e, in fine, il poemetto I Crociati napoletani, dedicato a all'illustre donna Cristina Trivulzio, principessa di Belgioioso che l'incitamento l'esempio le sostanze la vita ponendo per la causa d'Italia capitanava... il primo pugno de' crociati italiani.... lì
Maggiore attività letteraria, sino da principio, spiegava il Tommaseo che aveva tempra di tenace e metodico lavoratore. Egli pure scriveva versi, secondo gli suggeri­vano le inspirazioni del momento, ma dedicava la maggior parte del suo tempo a larghi e profondi studi storici, linguistici, lessicali; redigeva, man mano che gliene capitava l'occasione, rettifiche ed aggiunte per nuove edizioni dei suoi dizionari, si applicava anche a studi di carattere locale, scrivendoli in greco, in fine, prestava la sua collabora­zione al giornale corcirese di opposizione.2) Pur vivendo appartato, non si disinteressava della sorte dei compagni di esilio, specie se venuti con lui da Venezia. Così, tra gli altri, il 24 ottobre raccomandava ad Adriano Lemmi, a Costantinopoli, Federico Pizzarda, giovane di alto ingegno e di sentire onesto, perché gli trovasse, se poteva, un pane o presso qualche negoziante o in qualche scuola.3) Nello stesso tempo scriveva fre­quenti lettere agli amici, specie di Firenze e di Venezia; ma più significative quelle indirizzate, in questi mesi di autunno, ad Eugenio Rendu, amico suo conte dell'Italia, a Parigi, che aveva da poco pubblicato un libro sulle condizioni della pace negli Stari
) Ved. L. MERCANTINI, Canti, Milano, 1885, pp, 13-21; E. Fosco, Poesie va-> rie, Corfù, 1850, pp. 1173, Cfr. anche Della vita e dette opere di E. Fusco, Napoli, 1880, voi. 1, pp. 13 seg.
2) Il 28 ottobre fl T. scriveva al Mustoxidi: Verrei quel giorno che voi foste costi e meno occupato, a mostrarvi due parole che ho scritto in greco. Sarà cosa corta. A desinare non vengo; ma mi darete per la seconda mìa colazione quel che avrete alla mano. Verrò col Bulgari, s'egli potrà, giacché voi me lo profferiste a compagno. Ved. M. LASCAJKTS, JV. Tommaseo ed A. Mustoxidi, cit., p. 33.
Poe scritti del T. comparsi nella Patri di Corfù furono ristampati nel giornale La Concordia, a. IT, n. 297, Torino 11 dicembre 1849.
3) L. PESCETTT, IV, Tommaseo ed Adriano Lemmi, in Bollettino Storico Livornese, a. IV, n. 2, aprile-giugno 1940. Sul Pizzarda, V6 Daniele Manin intimo. Lettere, diari ecc. cit. p. 241.