Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1950>   pagina <347>
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Esuli italiani nelle Isole Ionie (1849) 347
territorio ionio; anzi era già stata approvata una legge per la quale il nostro idioma entro un anno e mezzo non doveva essere più tollerato nei tribunali. *)
Non può quindi sorprendere eome non pochi di questi nostri emigrati, non" prov­visti di beni di fortuna, ne* assistiti dalle loro famiglie, conducessero una vita di sof­ferenze e di stenti e, più presto o più tardi, si dirigessero alla volta di altri paesi e, più specialmente, della Grecia e del Piemonte. Così, fra gli altri, prendevano la prima dire­zione Temistocle Pergola, livornese, che aveva preso parte ai moti rivoluzionari della città nativa e alla estrema difesa contro gli Austriaci, e Giovanni Morosìni, veneziano, poco più che ventenne, che passava successivamente in Turchia e negli Stati Uniti di America, incontrandovi prospera fortuna.2) Più numerosi erano quelli che chiedevano di potersi trasferire in territorio sardo: da ricordarsi l'ingegnere Milani, di Verona, che aveva prestato servizio militare durante la difesa e l'assedio di Venezia e che otteneva il passaporto per Genova, e Giovanni Carrara, veneziano, già sergente dei cannonieri, che presentava anche supplica ai ministri della Guerra e della Marina per ottenere un impiego a campare onoratamente la vita. Anche l'avvocato Mattioli faceva qualche assaggio per compiere lo stesso passaggio; ma il console Mosca si affrettava a sugge­rire di non accogliere una simile istanza: ce.... detto soggetto sarebbe pericoloso in Piemonte: seguace di Mazzini, molto si distinse in Ancona nei gravissimi moti di quella città, durante il suo governo, essendo anche accusato qual principale ordinatore degli assassini colà commessi....3)
Alcuni emigrati veneziani, più fortunati, potevano rimpatriare dopo breve tempo: in un primo momento, dopo la capitolazione della città, seguendo il pànico generale, erano fuggiti per scansare le temute rappresaglie austriache; ma poi, avendo ricevuto assicurazioni in proposito, non indugiavano a fare ritorno nel seno delle proprie fami­glie. Tale fu il caso di Isacco Pesaro Maurogonato che pure era stato deputato dell'As­semblea e ministro delle Finanze nel secondo ministero Manin. Mail suo nome non era stato compreso tra anelli dei quaranta proscritti dal governo austriaco, poi aveva rice­vuto l'invito di rimpatriare sotto pena della confisca dei beni familiari, sicché si deci­deva a non procrastinare di troppo il suo ritorno a Venezia, anche perchè intendeva di soddisfare al dovere di assisterei genitori, ai quali, dì quattro figli, egli solo era rimasto. *) Altri esuli veneziani passavano da Cor fu nelle isole più meridionali deil'Eptaneso: così
1) E. De GùBERNATis, Memorie italiane nelle Isole Ionie, Milano, 1908, p. 97; F. COSATO, La Dalmazia, le Isole Ionie, la Grecia ecc., cit. Ved. anche Gazzetta degli S. ti. delle Isole Ionie, n. 26, Corfù 30 giugno 1849.
2) ASV, Segr. di Stato. 165. Polizia, n. 12739, ràpp. del Console, Corra 8 dicem­bre 1849; T. PERGOLA, Memoria di miei amici, Livorno, 1861, p. 7; (ove riferisce, tra le altre notizie, di aver conosciuto e stretta relazione colTcsulc anconetano T assetti, già deputato alla Costituente romana) e, pel Morosìni, A. Rossi, La curiosa autobiografia di un profugo veneziano, in Corriere detta Sera, n. 260, Milano 18 settembre 1917 e B. RoBMj, Un dimenticatoi Giovanni Morosìn in La Nazione, Firenze 31 otto­bre 1917.
3) ASG, Gabinetto della Prefettura a. 1849, n. 72, lett. del Ministero degli Interni all'Intendente, Torino 25 settembre (per il Milani); AST, Cons. a Corfù e ACC, Cons. di Sardegna, n. 1849, rapp. del console Mosca, Corfù 8 ottobre e 8 dicembre.
*) RADAELLI, Storia dell'assedio di Venezia negli anni 1848-49, Venezia, 1875; L. CARPI, Il Risorgimento italiano. Biografie, Milano, 1884, voi. I, p. 312; Per Vinangu-r azione del ricordo monumentalo a I. Pesaro Maurogonato, Discorsi e commemorazioni, Venezia, 1894, di pp. 46.