Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1950
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348
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Ersilio Michel
il padre Antonio Tomielli, francescano, di nobile e ricca famiglia, che aveva formato a proprie spese il Battaglione Bersaglieri Veneziani, passò come parroco a Leucade, nell'isola di Santa Maura, e una delle sue prime opere fu quella di comprare la casa canonica dei cristiani cattolica;1) più infelice di lui, un altro religioso, il prete Francesco Luigi Giambastiani, ch'era stato cappellano del 1 battaglione della Guardia Civica di Lucca, o perché angustiato dai bisogni, o perché fatto segno ad accuse infamanti, il 14 novembre ai toglieva miseramente la vita.2) A Leucade tornavano, ugualmente, i due fratelli Fusconi, mentre Francesco Montanari, dottore in legge e letterato, passava a Cefalonia.3)
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Ma, in confronto di quelli che partivano, assai più numerosi erano gli esuli che nello stesso periodo di tempo giungevano a Corfù e vi fermavano stanza. Verso la metà di ottobre vi faceva ritorno, dopo un'assenza di circa due anni, il dottor Tito Savelli che aveva avuto molta parte negli ultimi avvenimenti deH'Itah'a Centrale. Appena giunto, dovette provvedere ai suoi interessi dissestati, sicché solo un po' tardi poteva dare contezza di sé all'amico Nicola Fàbrizi a Bastia:
Grazie dell'interesse dimostratomi, sapendomi salvo dagli artigli gallo-pretini. Sono restato in Roma con ostinata persistenza al mio posto nel commissarialo dei SS. Apostoli, fino a che fu invasa la mia residenza da un battaglione di francesi, i quali, però hanno avuto il riguardo di non darmi molestia e di permettere libero Vaccesso ai capi popolo che dipendevano da me. L'interesse mio principale fu quello di liquidare tutti i conti per la ce straziane delle barricate e darne scarico alle varie Casse dalle quali, avevo preso danaro, e ciò percltè non s'avesse a tacciarmi in seguito d'alcun fatto. Vi erano pure entro Roma una gran parte di deputati e mio desiderio sarebbe stato quel che nessuno di noi fosse partito senza intimazione e subito una sorte comune. Cominciando dal 15 luglio, mi furono imprigionati tutti i capipopolo ed ai 18 intimato a presentarmi al Caroselli, viceprefetto di polizia, che mi rese ostensibile Verdine del prefetto francese di partire entro 48 ore ..., ma preferii partire il giorno stesso. Ai 19 ero a Civitavecchia e ai 22 mi imbarcai, unita' mente al povero Lazzaroni, Mariani, Mayr, Diamanti, Pascoli..., al maggiore Vecchi, modenese, e ad alcuni altri. Quando fummo per entrare in Messina, abbiamo incontrato a certa distanza il vapore che riportava te e gli altri tuoi compagni a Civitavecchia, respinti da Malta. Anche noi non abbiamo potuto sbarcare se non al Pireo. In Atene sono rimasto sino ai primi di ottóbre ad attendere qualche cosa di buono per noi; ma, saputo ogni cosa perduta, almeno per il momento, e visto che le mie risorse pecuniarie andavano a mancare, ho preferito ritornare qui nell'antica ExOria. Qua giunto ho dovuto con rassegna-
l) Cfr. E, DE GUBEBNATI8, Memorie italiane nelle Isole Ionie, cit., p. 93; A. Do-VARÀ, Un frate bersagliere, nel giornale La Preparazione, Roma 6-7 dicembre 1913. Ved. anche Note storiche sulla chiesa cattolica di Santa Maura', manoscritto conservato nel-l'archivio dell'Arcivescovato latino di Corfù.
2> APS, esteri. Con*, in Corfù. Prot. 424, n. 61, marzo 1850; E. DE GUBEBNATIS, Memorie italiane nelle Isole Ionie, cit p. 92; N. TOMMASEO-G. CAPPONI, Carteggio inedito, cit., voi. Ili, p. 51. Ved. acho ASN, Esteri IX. 4. Busta Vili, fase. 7, rapp. del console Balsamo Corfù 5 ottobre 1850.
a) E. DB GUBERNATIS, op. cit,, p, 95; F. ROCCSEOJANI, GVItaliani in Grecia, cit,, p. 113.