Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1950>   pagina <351>
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Esuli italiota nelle Isole Ionie (1849) 351
Ma se Lord Wazd, almeno nei suoi rapporti ufficiali a Londra, si dichiarava sicuro e tranquillo circa la situazione generale delle Isole Ionie, uguali motivi di soddisfa­zione non avevano, nello atesso riguardo, i governanti stranieri e i consoli residenti in Corfù. Infatti, verso la fine dello stesso mese, si diffondeva a Parigi la voce che da Gorfùil Tommaseo intendesse di recarsi, via Atene, nelle Provincie danubiane, per susci­tarvi una sommossa di cristiani. L'ambasciatore Hiibner ne informava subito a Vienna, il cancelliere principe Schwarzenberg che poco dopo riceveva analoga notizia dal mi­nistro austriaco a Napoli. Come è facile immaginare, non si tardò a porre sull'avviso la polizia moldava e lei.: r. agenzie in Valacchia.l) Ma si trattava di voci fantastiche: il Tommaseo non pensava minimamente a muoversi da Corfù e tanto meno, a portar la fiaccola rivoluzionaria nei Balcani. Era allora tutto intento a scrivere il libro che aveva annunziato al Rendu e gli premeva di farlo presto comparire per le stampe. Poco dopo, infatti, si metteva alla ricerca dell'editore e scriveva, tra gli altri, all'amico Vieusseux:
... Sto preparando un libro col titolo Rome et le Monde, nel quale primieramente ragionare sulla necessità che siano preparate politicamente le vie alla divisione delle due potestà; in secondo luogo discorrere pacatamente gli sbagli commessi e dagli Italiani, e dai consiglieri del Papa inermi, e dagli amici suoi armati; da ultimo esporre i min desideri e le congetture sulle relazioni del Papato con VItalia e con l'universale civiltà Fatto il libro, a chi darlo a stampare? Pensateci.... .2)
A Corfù, né in altra isola dell'Eptaneso si ebbe alcun sentore dei propositi attri­buiti al Tommaseo; almeno non se ne trova traccia nelle fonti che si è avuto agio di consultare. Ma i consoli dei vari Stati italiani avevano, in questo periodo di transi­zione, da un anno all'altro, forti motivi di apprensione in riguardo di altri esuli, prin­cipalmente del Savelli, e in riguardo all'attività rivoluzionaria in generale. Il console Mosca riferiva a Torino:
... Il repubblicano dottor Tito Savelli, di Modena è qui ritornato da Roma, ov'era deputato di quell'Assemblea Costituente: si tratta di quello stesso che nel 1844 tanto cooperò alla spedizione dei fratelli Bandiera e ora comincia a formare nuovamente delle riunioni nella sua casa di campagna che qui tiene dieci miglia lungi dalla città..... E, in pari data, a Roma: ... Nei giorni passati giunse da Bologna, coi figli, la moglie del pregiudicato poli­tico dottor Tito Savelli... la quale mille orrori sparge qui contro il governo pontificio, asse-rendo che S. S. è detestata non solo nei suoi Stati, ma da per tutto, e annunziando prossima
viltà Cattolica dichiaravano la loro Sorpresa por la manifestazione di tanto sdegno, in quanto l'Inghilterra stessa, in casi consimili, aveva adottato misure assai più energiche e persuasive e citavano le poche linee seguenti tratte dal Chronicle e riguardanti appunto le Isole Ionie; ... Il lettore rammenterà qual rigore inescusabile fu spiegato da coloro che rappresentavano l'autorità del potere protettore, le esecuzioni che si fecero, le bar­bare persecuzioni inflitte ai prigionieri e lo spirito di vendetta, da cui sembrava ispi­rato il Governo. Civiltà Cattolica, a. II, tomo 6, 1851, pp. 706-707.
i) ASN, Esteri. Francia, IX, 4, Busta V, fase. 4, rapp. del barone Antonini, Parigi 28 dicembre 1849 e I. ZINGABELLI, N. Tommaseo a Corfiì, cit., p. 359.
*) Cfr. A. BERTOLDI, Il Tommaseo e il Vieusseux, in .Rassegna Nazionale, 1 giu­gno 1901, p. 421 e 6. IANNONE, Lettere e frammenti inediti di N. Tommaseo, cit., p. 95. Jl Vieusseux si rivolse al Rcnouard che non ne volle sapere, mentre ilT, stesso batteva presso il Renda che non pot nemmeno lui compiacerlo. E allora, consigliato anche dal Capponi, il T. fece stampare l'opera sua a Capolago, presso il tipografo Gino Daelli.