Rassegna storica del Risorgimento
BORSIERI PIETRO ; PORRO LAMBERTENGHI LUIGI
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1950
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Renzo U. Montini
del Pellico; il sereno giudizio sull'atteggiamento da tenersi nei confronti dell'Austria da parte di tutti i fuoriusciti, alia cui compattezza il conte Luigi fa più volte appello. E in tutte la nostalgia della Patria e la fiducia nei suoi immancabili destini. E un'anima nobile e generosa, quella che si effonde in queste lettere, le quali debbono essere state di indubbio conforto allo spirito debole e sensitivo del Borsieri.
Per il loro valore storico e, più, come prezioso documento umano esse meritano di essere date alle stampe, in un'epoca in cui sono tornati di particolare attualità gli appelli di Luigi Porro alla concordia degli Italiani ed il suo atto di fede nella resurrezione della Patria.
RENZO U. MONTINI
I. Mio Caro Borsieri
Marsiglia 12 Feb: 1837.
Non posso bastantemente esprimerti il piacere, che provai nel ricevere la cara tua e nel sentirti in buona salute. Io aveva scritto nell'anno scorso a Confalo-meri, anche per te, mentre credeva, che andavate in America insieme,1) e vi raccomandai caldamente al fratello di un mio antico, il sig. Fitch, che abita a New York, ed al sig.r Col: Hayne, che abita a diari'estown, ed è mio amicissimo.2) Sapeva benissimo l'imbarazzo in cui sareste stati al pròno giungere in America. Il Governo Austriaco profondo nei suoi divisamenti politici, e nella sua crudeltà perseverante, ma calcolata, sapeva benissimo, che nel mandarvi così lontano, ed in paesi totalmente commerciali, diminuiva per voi altri quel sovrano interesse, che le tante vostre infelicità inspiravano a tutta l'Europa il libro di Pellico gli aveva fatto vedere, che le sue iniquità erano svelate. Ma, mio Caro Borsieri, or che siete libero, e sano dovete pensare al miglior vostro avvenire. Arconati 3) è ricco, e generoso, e sempre lo amicissimo nostro sta nel Belgio. Allorché sarete
*) Morto l'imperatore Francesco I, il nuovo Sovrano Ferdinando I elargì un'amnistia ai detenuti politici dello Spielberg e di Lubiana, lasciando ad essi l'alternativa tra il confino in una città austriaca o la deportazione in America. Partirono cosi per gli Stati Uniti, ài primi d'agosto del 1836, Pietro Borsieri, Felice Foresti, Gaetano de Casti LI ia, Felice Argenti, Giovanni Alitinola, Luigi Tinelli, Cesare Benzoni ed Alessandro Bargnoni: Federico Confalonieri, le cui condizioni di salute erano allora assai precarie, ottenne una dilazione e lasciò Trieste solamente il successivo 28 ottobre.
?) Robert Young Hayne (1791-1839), statista americano, combattè nella guerra del 1812 contro la Gran Bretagna; più tardi si dotte alla vita politica e fu successivamente deputato al Congresso, Attorney General e Governatore della Carolina del Sud.
*) U marchese Giuseppe Arconati Visconti (1797-1879) esulò nel 1821 e riparò nel Belgio, dove uno zio possedeva cospicui beni a Brusselle ed a Gacsbeck. Quivi egli fu munifico ospite del fiore dell'emigrazione italiana e soccorritore libéralissimo dei nostri esuli. Rientrato a Milano nel 1840, dovette nuovamente esulare dopo il 18<f8 e si stabili a Torino, dove fu eletto deputato e poi Senatore del Regno.