Rassegna storica del Risorgimento

BORSIERI PIETRO ; PORRO LAMBERTENGHI LUIGI
anno <1950>   pagina <359>
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Lettere di Luigi Porro Lamhertenghi a Pietro B or sieri 359
Giberto, e Giulio hanno fatto chiedere al Ministro di Polizia1) che mi si levasse almeno il sequestro, che è per me Poggetto, che solo m'interessa, ma rispose, che bisognava parlarne al VicRe,*) che doveva da Vienna arrivare a Milano ai primi del mese. Se Vgoni,3) di cui sono privo da molto tempo di sue lettere, ha avuto quella informazione dal Ministro in Parigi,*) ciò che mi fa senso, ne io, ne Mon­taggio, ne tanti altri Italo-Lombardi, che conosco, non l'hanno avuta. So, che Belgiojoso5) che molto desiderava ritornare a Milano, e che in verità non ha contro di se ne accusa, ne sentenza, sta ancor in Parigi, e non può tornare a casa.
Non vedo l'ora di aver nuove di Confalonieri. Io non ebbi alcuna sua Lettera, ne da Gibilterra, ne altrove. Gli scrissi a New York, mandando la lettera al Sig:' Ncg;*Fitch gli scrissi a Charlestoton, mandando la lettera al Colonnello Hayne, mio grande Amico. Tu me lo saluterai tanto quello, che più d'ultra cosa mi inte­ressava è di saperlo in ottima salute. La nostra Amicizia poi è a prova di bomba.
I miei figli forse verranno ancor a trovarmi ma tutto dipende da1 quei terri­bili passaporti. Giberto vorrebbe andare a prendere i Bagni di Loech,6) ma finora non gli fu concesso. Giulio, che spesso soffre di Coliche,, vorrebbe pure prendere i Bagni, ma non possono viaggiare, che verso la Germania. Sono ben buoni però che pensano che gli Austriaci cambino di sistema. L'impassibilità, ma ben desta è la loro divisa ma noi, mio Caro, mostreremo, che almeno sappiamo soffrire, voi altri lo mostrale più gloriosamente degli altri, mentre avete avuto il Martirio siete i nostri Santi. Io vi considero come i miei patroni i miei dei.
So le tribolazioni in cui si trova il commercio americano. Quella Nazione si è troppo inorgoglita, [e paìga il fio della sua temerità. La Democrazia non ha
regina Isabella II, che aveva l'appoggio dei liberali; guerra che durò dal 1833 al 1840 e fini con la sconfitta del pretendente don Carlos, costretto da un seguito di rovesci e di defezioni ad abbandonare la Spagna ed a rifugiarsi in Francia, dove venne confinato a Bourgcs. Nel 1845 trasmise i suoi diritti al figlio Carlo Luigi conte di Montemolin e si ritrasse a Trieste, dove morì nel 1355.
J) Presidente del Dicastero Aulico di Alta Polizia e Censura tale il suo titolo ufficiale dal 1817 al 1848 fu il conte Giuseppe Scdlnitzky von Gioititz, slesiano (1778-1855).
2) Viceré del Lombardo-Veneto dal 1818 al 1848 fu l'Arciduca Ranieri d'Ab-sburgo-Lorena, fratello di Francesco I, cognato di Carlo Alberto e suocero di Vittorio Emanuele II (1783-1853).
3) Filippo Ugoni, il noto patriotta bresciano (1794-1877), capo della Federazione nella sua citta, si sottrasse nel 1822 all'arresto con una romanzesca fuga in Svizzera, e quivi soggiornò a lungo, dopo brevi soste in Francia e in Inghilterra, dove si strinse in amicizia con Giuseppe Mazzini. Rimpatriato nel 1840, partecipò animo­samente alle vicende del 184849; nel 1876 fu nominato Senatore. Che qui si tratti di Filippo e non del fratello Camillo, letterato e patriota (1784-1854) risulta dalla lettera successiva. ; -
*) Ambasciatore e non ministro d'Austria a Parigi dal 1826 al 1848 fu il conte Rodolfo Nagy-Apponyi, di antica famiglia magiara (1782-1852), uno dei più illuminali diplomatici dell'Impero e autore di interessantissime memorie autobio-
trofiche. j iv
5) Il principe Emilio Barbìano di Bclgiojoso (1800-50). marito della celebre Cristina Trivulzio: compromesso nei processi del 1821, non fu perseguitato, ma ritenne più consigliabile emigrare. Separatosi dalla moglie, viaggiò lungamente in Oriente; ritornato a Parigi, nel 1842 fuggi in Italia con una delle più brillanti dame dell'aristocrazia francese, la principessa di Wagram, figlia del Maresciallo Berthier e consorte del Duca di Piacenza.
6) Loeche-les-Bains, nel Vallese, stazione idrotermale (sorgenti calde) assai rino­mata nel secolo scorso per la cura delle malattie reumatiche e cutanee.