Rassegna storica del Risorgimento

BORSIERI PIETRO ; PORRO LAMBERTENGHI LUIGI
anno <1950>   pagina <361>
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Lettere di Luigi Porro Lambertenghi a Pietro Borsieri 361
'lu, che tanto senti, devi comprendere, qual sia stato il piacere, che provai al rivedere quell'amico, porcumi un sogno di rivederlo, di riabbracciarlo. Esso da Parigi volle immediatamente venirmi a trovare ed ho la. fortuna di avermelo vicino, mentre in questo momento abita la Città di Aix, lunga da qui 12 miglia. Ma lo trovai molto indisposto. La sua cronica affezione nel sistema arterioso, UBO. Sorta di reumatismo generale, per cui l'umidità, ed, il freddo gli producono u.t nude fortissimo in tutto il sistema nervoso, delle febbri sovv'ente nella notte, ed il poco sonno di cui può godere, lo fanno soffrire terribilmente. Vedremo se M Clima di Provenza gli potrà essere di qualche giovamento. Lo lasciai a Aix la scorsa settimana, e colla evvi un mio grande Amico,1) che ne ha tutta la cura, e passeremo insieme le Feste, di Natale insieme a questo amico. Vorrei solo, che potesse trovar bene a Aix e dimorarvi tutto l'Inverno credo, che il troppo viaggiare contribuisca troppo ad agitare il suo sangue, ed aumentare i suoi mali.
Troverai a Filadelfia una Dama molto gentile, che conosco, è la moglie del Sig.r Prokxas, Console Generale degli Stati Uniti qui a Marsiglia. Egli ti farà giungere questa mia, e farò in modo, che ti faccia conoscere ai suoi amici costi
Ugoni ha fatto un errore nel chiedere il suo ritorno. Quanto è sensato Camillo, altrettanto è debole nelle sue combinazioni, e càlcoli politici il buon Filippo. Qua* passi politici così importanti non dovrebbero mai farsi da alcuno di noi senza consultarci vicendevolmente. Ma disgraziatamente il nostro partito Liberale ha della difficoltà a obbedire, e gli individui troppo suppongono di se medesimi, e quindi mancano di unità nelle loro misure.
Quanto a me, ne ho domandato, ne domanderò mai. Riceverò con piacere l'amnistia se ce l'accorderanno generalmente, ma senza condizioni. In Francia siamo liberi, come Vucello nell'aria, ed amo meglio mangiare un piatto in libertà, che prendere delle indigestioni quotidiane in mezzo a Catene politiche.
Addio, mio Caro Borsieri. Conservati sano, e ricordati che se valgo ad esserti utile in qualche cosa, tu sai che puoi disporre di me, e di quanto mi appartiene* 'Fi abbraccio di cuore
L'afi:1"0 tuo amico L. Porro
4. Mio Caro Borsieri Marsiglia 19. Aprile 1838.
Da Gonfalonieri, che è ancor qui per due giorni, ho avuto il Caro paragrafo di lettera, che mi riguarda. Noi ti avevamo scritto due mesi fa, ma avendo per* maggior sicurezza consegnato quel piego al Console Americano di qui, vedo che la via creduta sicura, non lo fu, mentre temo die quelle nostre non li siano giunte. Mi
da larghi strati delFopiirioini pubblica per tale provvedimento, egli fu autorizzalo a rientrare in suolo francese; ai primi di novembre era di nuovo a Parigi e di li. il giorno 18 di quel mese, ripartì per Marsiglia. Dopo una breve sosta in casa porro, prese dimora a Hyères, ma non ne rimase soddisfatto e allora si stabilì ad
Aix in Provenza.
ì) H magistrato Borély, Procuratore generale presso la Corte di Aix, al quale seno prevalentemente dirette le lettere del Porro pubblicate dal Gallavresi, che noi abbiamo ricordato nel cenno introduttivo.