Rassegna storica del Risorgimento

BORSIERI PIETRO ; PORRO LAMBERTENGHI LUIGI
anno <1950>   pagina <367>
immagine non disponibile

Lettere di Luigi Porro Lambertenghi a Pietro Boriteli 367
ì miei Amici e tu sai che sei uno dei miei migliori del resto poi mundura tradidit disputatami l) e quindi ogni uno ha la sua maniera di pensare e giudicare.
Il nostro Prie non restò qui che poche ore, poi lo accompagnai al Vapore, che lo portava a Genova mi lui promesso un pia lungo soggiorno al ritorno.
Costi-glia ti riscontrerà sulla memoria, che tu credi abbia di nuovo presentato non credo che ne abbia fatta altra dopo la prima a cui non ha ancor avuto riscontro.
Quanto a me sono sempre nella med:,mposizione hanno detto nel Giugno che mi avrebbero accordato sui miei Beni un'assegno, ma fin'ora nulla evvt di deciso. Le Carte non sono ancor giunte alVApello. Ho il vantaggio di sapere che non hanno risposto negativamente, ciò che hanno fatto ad Arconati ora nella domanda di rientrare, come lo fecero ai miei figli a Vienna pare che quella', possibilità non potrà aver luogo che nello prossimo Anno.
Ewi Mustoxidi2) a Londra che sta reclamando a favore di Corfù forse egli potrebbe esserti utile nel progetto d'andare a Corfù. Trecciti*) pure, che conosce molti Inglesi che or sono al potere, potrebbe sollecitare favorevolmente. Spero, che Arrivabene avrà avuto la Cambiale di L.200: e nel med:m0tempo ti scrissi pure. Gonfalonieri non è ancor giunto a Ginevra, almeno non ne abbiamo nuove. *) Bachiega è qui impiegato.s) Castilia sta benone i miei figli Giberto e Giulio sono con me. Fontana travaglia assai di salute. Eccoti tutte le nostre nuove. Salu­tami tanto Arrivabene e gli Amici, principalmente Chini.6) Ti abbraccio di tutto cuore cri'
L'AQ:mo tuo M:T Pierre B or si eri Luigi
8. Rue Pepiniere
Bruxelles
*) Eccle., IO, II: (Dio) ha abbandonato il mondo alle dispute (degli uomini).
2) Andrea Mustoxidi, storico corfiota (1785-1860), fa nominato storiografo delle isole Jonie, allora autonome sotto la protezione britannica; ma, avendo protestato contro la cessione di Parga fatta dagli Inglesi ai Turchi, venne revocato e si stabili per alcuni anni in Italia. Nel 1828 tornò in Grecia con il conte Capodietria che gli affida il dicastero della F. L Dopo Tassassimo del Capodistria (1831) si- ;ritirò nuovamente a Corfù, nella cui Università il Borsieri aspirava ad ottenere una cattedra.
3) Il barone Sigismondo Trechi cremonese (1781-1850), noto per la missione compiuta nel 1814 presso Lord Bentinck per conto del municipio milanese, fu coin­volto nel processo Confalonieri, ma poi prosciolto nel 1823. Dopo il 1838 potè lasciare la Lombardia e visse quasi sempre tra Parigi e Londra.
4) Alla fine di luglio il Confalonieri era stato autorizzato a retarsi nel Canton Ticino dove ai incontrò con il padre. Per Lucerna dove riabbracciò Gino Cap poni, recatovisi appositamente da Firenze -, Ginevra e Lione egli raggiunse quindi, a metà ottobre, Parigi.
s) Giovanni Bachiega veneziano (17884848), ufficiale napoleonico, aderì alla Carboneria polesana e fu arrestato nel 1819, subendo una condanna di quindici anni di carcere duro allo Spielberg; uscitone nel 1836 e deportato in America, al suo ritorno in Europa si stabili a Marsiglia, dove fi Porro gli procurò un piccolo impiego nella società costruttrice dell'acquedotto della Durance. Nel 1848 rientrò in Italia per partecipare alla guerra d'indipendenza, ma mori appena giunto a Firenze e vi fu sepolto in S. Croce.
6) Luigi Chi iti, napoletano, esulò dopo i moti del 1820-21 negli Stati Uniti quindi nel Belgio, ove partecipò all'insurrezione del 1830. Nel 1841, assunta la cittadinanza belga, ebbe un impiego in una banca di Gand.