Rassegna storica del Risorgimento
ROSSI PELLEGRINO
anno
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1950
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pagina
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374
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PELLEGRINO ROSSI DEPUTATO AL CONSIGLIO GENERALE TOSCANO
Nell'aprile del 1848 P. Rossi, nel recarsi incontro alla moglie e al figlio Allietano che da Marsiglia scendevano in Italia, trax aitava per Carrara. Era allora la città piena di entusiasmo per la recente fuga degli Austro-estensi e nel Rossi i concittadini festeggiarono l'esule illustre che dopo tanti anni d'esilio tornava nella città natale; per costui, invece, la sosta a Carrara fu più o meno occasionale; egli si mostrò commosso e felice per le accoglienze tributategli dai concittadini ma ai astenne da qualsiasi atto o dichiarazione che potessero essere interpretati ingerenza negli affari politici della città e in special modo nella questione dell'annessione o meno della Lnnigiana alla Toscana -1) Gli è che il Rossi, nonostante i rapporti affettivi che lo legavano a Carrara, si considerava cittadino francese al quale gli alti incarichi ancora ricoperti in patria e una posizione politica piuttosto delicata consigliavano un atteggiamento cauto e riservato nei confronti di un problema che interessava ormai, oltre il governo provvisorio di Massa e Carrara, le corti di Torino e di Firenze.
Tuttavia il Rossi, che aveva amici e parenti a Carrara, e fra questi ultimi è da ricordare il fratello Carlo di tendenze liberaleggianti, che da gran tempo era segretario comunale della città, produsse forte impressione sui concittadini i quali due mesi dopo, decisa l'annessione alla Toscana ed indette le elezioni politiche, lo considerarono come l'uomo più degno di rappresentare Carrara al Consiglio Generale di Firenze. A rafforzarli in questa decisione molto contribuì il Gioberti, che conosciuto ed apprezzato il Rossi durante H suo soggiorno romano del maggio 1848, di ritorno a Torino si fermò anche a Carrara ove, in un pubblico discorso, tenne una lunga apologia del geniale eclettico carrarese. 2)
Al pruno annuncio, rimessogli dal fratello Carlo, della sua probabile nomina a deputato, P. Rossi manifestò dubbi sull'opportunità di accettarla con una interessante lettera, rimasta sinora inedita, che porta nuova luce sull'atteggiamento dell'illustre carrarese nei confronti della patria adottiva, della quale sperava di conservare la cittadinanza, pur nutrendo simpatia per il movimento nazionale italiano. Con ciò, non è
*') In quei giorni si discuteva a Carrara sull'opportunità o meno dell'annessione alla Toscana ed è improbabile che nel fervore delle discussioni non si sia chiesto il parere dell'illustre costituzionalista. Comunque il Rossi si astenne da qualsiasi dichiarazione politica. Ciò resulta implicitamente dal carteggio fra il Ridoni e il Matteucci commissario al campo dei volontari toscani a PietraBanta ed incaricato di preparare l'annessione della Lunigiana alla Toscana e dal carteggio dell'avvocato Ranieri Bozzi, vicario regio di Pietrasanta incaricato anch'esso di far pratiche per l'annessione di Massa e Carrara. I due carteggi si trovano ncll'/f r<r/iivio di Stato di Massa, rispettivamente: manoscritti n. 69 e n. 14.
2) Sull'episodio si veda: GIOVANNI SFORZA, V. Gioberti a Mossa e a Carrara nel 1848, ne. Il Risorgimento Italiano, nuovo serie, voi. XIV, 1921, p. 171 e sgg., e M. BETTI, Due discorsi di V. Gioberti ed altri documenti inediti con brevi note critiche. Carrara, tip. lunense, 1922. Il discorso del Gioberti a Carrara era stato stampato nei Docwnenti della guerra santa. d'Italia. Operette politiche, Capolago, tip. Elvetica, 1851, p. 150 e sgg.