Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO
anno <1950>   pagina <375>
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Pellegrino Rossi deputato al C orisi elio Conerai e di Toscana 375
esatto affermare, come fanno indistintamente tutti i biografi del Rossi, *) che costai abbia rifiutato senz'altro la candidatura perchè in realtà egli l'accettò, fu eletto deputato di Carrara e la sua elezione fu approvata dal Consiglio Generale di Firenze. Solo in un secondo tempo, per i motivi che esporremo, il Rossi rifiutò l'incarico affidatogli dai concittadini.
L improvviso crollo della monarchia di luglio fu per il Rossi una sgradita sor­presa ma, da quanto ci risulta, non fu da lui considerato evento destinato a com­promettere la propria posizione politica. Da un lato, alla sua coscienza politica appa­riva pacifico che il proprio paese si dovesse servire indipendentemente dalla forma di governo scelta dal popolo, dall'altro, egli riteneva o sperava che l'aver servito la monarchia non giustificasse l'allontanamento dalla vita pubblica di chi, carne lui,aveva dimostrato col proprio passato di non nutrire alcuna pregiudiziale antirepubblicana.
Spinto da queste considerazioni e da queste speranze, il Rossi non tardò a dare una implicita adesione al nuovo regime, dichiarando a quei repubblicani che alle prime notizie della rivoluzione di febbraio si erano presentati con poco amichevoli intenzioni a palazzo Colonna, che la parola repubblica non lo spaventava come dimostrava la sua partecipazione per ben diciassette anni olla vita politica svizzera.2) Pochi giorni dopo l'adesione alla Repubblica era formalmente espressa.dal Rossi con una lettera al nuovo, ministro degli esteri Lnmnrtine, ove, dopo aver annunziato di aver già sostituito sul portone dell'Ambasciala allo scudo reale la bandiera nazionale, riaffermava il prin­cipio del dovere di ogni cittadino di servire il proprio paese qual si sia il regime politico scelto dal popolo. Le concours de tous les Fran (jais, egli scriveva, doit étre assuré à toutes les formes de gouvernement qnc le choix de la nation lai donne. Le mien en particulier ne fera point défaut aux efforts qui se font duns les circonstances graves où notre pays se trouve engagé, pour maintenir l'ordre dans la liberté à l'intérieur, les intéréts et la dignité de la France au dehors.
Je crois avo ir donne dans toute ma carrière et pendant la gesti on mème de cette Ambassade, la mesure de mon zèle et de mon dèvouement pour la France.3)
Era una esplicita adesione del Rossi alla nuova repubblica che, nella preoccupa* zione di salvaguardare il buon nome del Carrarese, il Ledermaun ha, invece, considerato un semplice gesto diplomatico. Ci permettiamo dissentire da questo scrittore, anzitutto per il suaccennato discorso tenuto a palazzo Colonna ai repubblicani francesi, in se­condo luogo perchè la notificazione dell'abbattimento dello scudo degli Orléans, e il fatto in se stesso, eccedevano, in modo assoluto, dai Umili di qualsiasi gesto diplomatico, infine, perchè il desiderio di continuare aservire il paese che gli aveva offerto tonti onori
!) Si vedano, per non citare che le opere più recenti: JEAN GHAVEN, Pellegrino Rossi Grand Européen, Hommage pour le ceniième anniversaire de sa niort, 1848-1948, Genove, Librairie de l'univcrsité, 1949, p. 48; G. BRIGANTE COLONNA, L'uccisione di Pellegrino Rossi (15 novembre 1848), Milano, Mondadori, 1938, p. 118; C. A. BIGGINX, Il pensiero politico di Pellegrino Rossi di fronte ai problemi del Risorgimento italiano, Roma, Vittoriano, 1937, p. 20; L. LEDERMANN, Pellegrino Rossi, Vhomme et eco­nomiste, Varia, librairie de Recueil Sirey, 1929, p. 161; R. GIOVAGNOLI, Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana, Roma, Forzatti, 1898, voi I, p. 197.
2) L'episodio è narrato da fl. D'IDEVOLB, Le comie Pellegrino Rossi, sa vie, son oeuvre, sa mori, Paris, Levy, 1887, pp. 184-5. Il carattere apologetico della men che mediocre opera è, in certo senso, garanzia della autenticità dell'episodio.
3) La lettera è pubblicata da L. LEDEBMANN, op. cit., pp, 156-7.